lunedì 6 luglio 2009

Contro Di Pietro / 3

Il mio amico Silvio (non Berlusconi!) mi chiede per quale motivo ce l’ho tanto con Di Pietro. I motivi li ho già spiegati un mesetto e mezzo fa. Però la cronaca offre spunti nuovi.
Ieri il Tonino nazionale se ne è uscito con queste parole: “Il Capo dello Stato ha chiesto al ministro della Giustizia, Alfano, di rivedere il disegno di legge sulle intercettazioni prima che approdi al Senato. Alfano ha fatto subito sapere che si, il ddl è modificabile, ma che l’esecutivo va dritto per la sua strada, aprendo solo a qualche ritocco, vale a dire che vorrebbero fare solo modifiche di facciata. In sostanza hanno mandato a spigolare il Presidente della Repubblica che, pur di evitare strappi istituzionali, ha preferito convocare l’esecutivo prima di rifiutare la firma di una legge fatta su misura per delinquere in libertà. Signor Presidente, lei sta usando una piuma d’oca per difendere la Costituzione dall’assalto di un manipolo piuttosto numeroso di golpisti”.
Il segretario del PD Franceschini gli ha risposto che è inaccettabile tirare in ballo Napolitano in questa polemica politica.
Di Pietro gli ha replicato che “come al solito, capisce fischi per fiaschi. Nessuno se la prende con il presidente della Repubblica, al quale semmai abbiamo rivolto una supplica, non certo una critica”.
Non entro nel merito delle dichiarazioni dei due leader di partito, se cioè Napolitano abbia o meno colpe.

Gli aspetti interessanti sono due.
Il primo è che, se la lingua italiana ha ancora una logica, Di Pietro ha effettivamente attaccato Napolitano (e, del resto, basta leggere i commenti sul Corriere online dei dipietristi che, appunto, se la prendono con il Capo dello Stato: anche loro, evidentemente, hanno preso fischi per fiaschi). Altro che supplica, è una critica in piena regola (e, ripeto, non interessa ora entrare nel merito, né sostengo che non sia legittimo criticare il Presidente, tutt'altro!).
Il secondo è che, alla fin fine, quel che resta non è la polemica nei confronti della legge Alfano, ma quella contro il Partito Democratico (come ha scritto Di Pietro sul suo blog “non accetto lezioni da chi fa opposizione a giorni alterni”) e contro Napolitano.

Perché ce l’ho con Di Pietro?
Perché non mi piace il suo modo di fare politica. Da ogni sua dichiarazione – come questa ultima – il concetto di fondo è che lui e soltanto lui è nel giusto; chi non la pensa come lui o è un complice in malafede di Berlusconi oppure è un imbecille totale. Non è contemplata la terza ipotesi, ossia che chi la pensa diversamente sia semplicemente uno che la pensa diversamente. E’ l’atteggiamento tipico di chi fa soltanto bassa demagogia. In questo, Di Pietro è speculare al suo Finto Nemico Berlusconi (e perché sia finto l’ho spiegato nei due precedenti post a lui dedicati).

Dirò di più. La frase finale di Di Pietro (“Come al solito, Franceschini guarda al dito e non alla luna, criticando chi denuncia lo scandalo e non chi lo commette. Ce lo ricorderemo alle prossime regionali”), con quella minaccia (“ce lo ricorderemo alle prossime regionali”) è sintomatica di un modo di fare ancora una volta simile a quello di Berlusconi. Si alza la voce e si picchia il pugno sul tavolo ben sapendo che non avrà efficacia, né sotto il profilo istituzionale (tirare per la giacchetta Napolitano in questa maniera è il modo migliore perché si arrocchi sulle sue posizioni), né sotto il profilo del consenso per il teorico avversario (del resto è un anno che gli dà del piduista, del mafioso, del dittatore: le uniche due volte in cui è calato nei consensi sono state a ottobre a seguito della riforma Gelmini e le settimane scorse per la vicenda escort e in entrambi i casi Di Pietro non c’entra niente). Ma la politica spettacolo e la demagogia non si pongono questi problemi, ad esse basta gettare fumo negli occhi alla gente. Di Pietro ha fatto fortuna con l’antipolitica da sinistra, ma ha assorbito in pieno taluni dei peggiori vizi della Casta alla quale, a parole, lui si oppone: l’arroganza, la minaccia di medio lungo periodo, la polemichetta contro l’alleato o presunto tale finalizzata solo a ottenere lo strapuntino di visibilità nel tg di mezza sera.

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