Non voglio difendere l’indifendibile. E, del resto, i parlamentari sono stati votati per essere in Parlamento, non per farsi i cazzi propri. Quindi: pollice verso per tutti quei deputati del Partito Democratico (che, chiamandosi così, dovrebbe avere particolarmente a cuore le istituzioni democratiche e il rituale del voto) che l’altro ieri erano assenti alla votazione sulla pregiudiziale di costituzionalità dello scudo fiscale.Detto questo, però, mi piacerebbe mettere i puntini sulle i.
Ossia, bisognerebbe dire che i 51 assenti nelle file piddine se fossero stati al loro posto non avrebbero comunque battuto la maggioranza di centrodestra. I voti favorevoli alla mozione, infatti, erano 215. Aggiungendocene 51 si arriva a 266. Ma i voti contrari sono stati 267. Quindi, se responsabilità ci sono, mi parrebbe giusto suddividerle equamente tra tutti e tre i gruppi parlamentari di opposizione, anche se UdC e IdV hanno avuto un tasso di assenteismo più basso.
Non solo. Applicando il solito criterio, dovremmo dire che la scorsa settimana lo scudo fiscale è passato al Senato grazie alla presenza (!) dell’IdV e dell’UdC. Il PD, infatti, non ha partecipato al voto: i presenti in aula erano così appena 162, di cui 140 del centrodestra. Se i 22 di UdC e IdV fossero usciti pure loro (lo ha fatto il solo Li Gotti) – o meglio: se fossero usciti in 10 di loro, permettendo agli altri 12 di chiedere la verifica del numero legale – la votazione sarebbe stata nulla, perché con meno di 160 votanti sarebbe mancato il numero legale.
E’ interessante, pertanto, leggere resoconti come quello di Luca Telese (giornalista che ha sempre criticato il PD da posizioni di sinistra) su Il Fatto Quotidiano (quotidiano molto vicino all’IdV) che su questa vicenda ha molto insistito, anche gonfiando numeri e trovando retroscena abbastanza improbabili, anche in una realtà machiavellica e autolesionista come quella piddina. Oppure articoli come quello di Alessandro Trocino sul Corriere della Sera che sbaglia i conti sulla maggioranza richiesta (così ingigantendo oltre misura le responsabilità piddine) o confondendo l’astensione con la non presenza in aula (così rovesciando le responsabilità su chi veramente ha permesso l’approvazione dello scudo fiscale al Senato).
Comunque sia, spero che perlomeno gli serva da lezione, a quelli del PD: ora sanno che è sempre bene rispettare il mandato elettorale e farsi trovare in aula. Sempre. Primarie o non primarie.
Nessun commento:
Posta un commento