giovedì 30 aprile 2009

Fritto in trincea

Ho parlato con un prete, l'altra sera.
Alcune cose che mi ha detto:
“La morale della Chiesa cattolica va dall'ombelico in giù. Gente che inquina, che ruba, che evade le tasse... ma alla Chiesa interessa solo un peccato: quello contro il sesto comandamento”
“Ratzinger scriveva su 'Concilium', una rivista che sosteneva le tesi più avanzate del Vaticano Secondo. Bisogerebbe che qualcuno prendesse quegli articoli che lui scriveva trent'anni fa e glieli sbattesse in fronte, chiedendogli qualche spiegazione di come si può cambiare idea in questa maniera”
“Mia madre è anziana e ha il Parkinson. Ha quasi perso la fede, vedendo in tv il papa da Castelgandolfo parlare della povertà e intanto faceva mostra di tutta quella tenuta, quei giardini, con tutto quel personale impiegato... ma almeno non la facesse vedere, invece la esibisce pure!”
Gli ho fatto presente che certe cose che afferma anche lui all'altare durante l'omelia non sono poi così coerenti con quelle che mi stava dicendo privatamente. L'ho visto un po' in difficoltà a questa mia osservazione. Non era una giustificazione quella che è seguita: “Se dicessimo certe cose alla messa verremmo sicuramente fraintesi. Ma noi preti siamo in trincea e questo la gerarchia vaticana non lo vuol capire, così come non vuol capire che il mondo non è più quello di cinquanta o cento anni fa”.
Il giorno prima ero andato alla messa di un mio zio che faceva cinquant'anni di sacerdozio. Durante la predica ha sbottato: “Non dobbiamo avere paura di affidarci a chi non ha i nostri valori, perché sennò ci si chiude. E chi si chiude è fritto”. Ha detto proprio così: “è fritto”. Parola sempliciotta, forse, ma molto efficace per spiegare perché lo Stato non può che essere laico. Mentre lo diceva pensavo che se lo avesse sentito Ratzinger, il cinquantesimo di sacerdozio ormai lo ha festeggiato, ma il cinquantunesimo col piffero che glielo avrebbe fatto fare.

La situazione è grave, ma non è seria

La crisi economica è la peggiore dal 1929 ad oggi.
La Fiat sta per acquisire la maggioranza del colosso americano delle automobili Chrysler.
Un terremoto ha causato migliaia di vittime in Abruzzo, con danni non ancora ben quantificabili tanto sono enormi.
Una pandemia – o qualcosa che potrebbe diventarlo – non diminuirà certo la tensione nei rapporti economici, causando ulteriori difficoltà al comparto turismo e trasporti internazionali.
Dulcis in fundo, un'ondata di piena sta causando danni all'agricoltura padana attorno ai cento milioni di euro.
Ovviamente, nella difficoltà i quotidiani italiani hanno ben chiara la scaletta delle priorità: la mamma di Noemi come ha fatto a conoscere “papi”? La signora Veronica ha torchiato ben bene il marito perché c'è in ballo la sistemazione dei tre figli di secondo letto oppure è tutta una pantomima? I parlamentari italiani sono davvero malvestiti e maleodoranti?
C'è una persona che più di tutti gli altri ha capito questo meccanismo. Ossia, di cosa interessi realmente a noi italiani. In queste ore è l'unico che gongola, perché – feste comandate o no, recessione o no – trova sempre il modo di bucare il video con una trovata che agli italiani piace. In fondo, a lui non interessa altro che quello: bucare il video per guadagnare o conservare consenso. Noi, telespettatori proni e desiderosi di rassicurazioni, stiamo lì, ad ammirare. Lui e le bellezze che lo circondano. Pronti a dare a lui, a loro, il nostro consenso. E allora? E allora quello che sta avvenendo in Italia ce lo meritiamo.

Ecco perché, se devo trovare un nome al blog, ho solo questa opzione: "non una cosa seria".