Nel film “Anni Ruggenti” Nino Manfredi, scambiato per un gerarca fascista, viene condotto in visita agli allevamenti di mucche del posto: peccato sian sempre le solite, spostate di volta in volta per nascondere una ben misera realtà.Il Governo Berlusconi ha assimilato quella lezione (che del resto non era soltanto finzione cinematografica) e l’ha adeguata ai tempi.
La vicenda dei fondi per il sud è, in questo senso, esemplare. C’erano 64 milioni, stanziati all’epoca di Prodi, destinati al Mezzogiorno. Tremonti, a causa della crisi economica, bloccò l’erogazione di quei soldi. Poi Micciché si è arrabbiato, ha preteso soldi per la Sicilia e così l’esecutivo ha sbloccato la situazione trasferendo 4 milioni, già previsti da una delibera del Cipe di quattro mesi fa.
Ora, ci fosse stato un governo di centrosinistra avremmo avuto facce lunghe e mogie a spiegare perché e percome i soldi eran rimasti fermi e a giustificare che di più non era proprio possibile fare.
Invece c’è un governo di centrodestra. Che prende le mucche e le sposta da una stalla all’altra. Berlusconi convoca un paio di conferenze stampa con una pletora di ministri e spiega che ha deliberato un “piano Marshall” per il sud. Anzi, no... perché Marshall? “Piano Berlusconi”! Suona bene, no? Perfetto per i titoli dei giornali e per i lanci del TG1. Tanto è quello che conta: il titolo, il lancio di agenzia. Nessuno approfondirà, o starà a sfrucugliare, nessun grande mezzo di informazione (tolti i sovversivi Repubblica e l’Unità) spiegherà che quelli erano soldi già stanziati e ristanziati e che il grande “piano Berlusconi” o “piano Marshall per il sud” altro non è, al momento, che una scatola ancora vuota.
Ma non si pensi che sia soltanto Berlusconi a fare il furbo. Il fido Sandro Bondi è un altro che ha ben compreso come si fa. Stamani è andato in aula al Senato e ha riferito sul Fondo Unico per lo Spettacolo. Tremonti aveva tagliato di 200milioni di euro, dopo le proteste il taglio è di 140milioni. Ecco come tutto è stato presentato dal ministro poeta:
“Nell'odierno Consiglio dei Ministri il Presidente del Consiglio annuncerà un parziale reintegro delle risorse per il FUS, che consentirà al settore dello spettacolo di fronteggiare le necessità dell'anno in corso. L'incremento della dotazione è, tuttavia, necessario per la sopravvivenza ma non sufficiente a garantire un futuro allo spettacolo”
Occhio alle parole: prima Bondi parla di “parziale reintegro”, poi di “incremento della dotazione”. Parziale reintegro significa che invece di tagliare 200 si taglia 140. Quindi, sia pure in politichese, l’affermazione è corretta. Ma con la frase immediatamente successiva si passa già a “incremento della dotazione”, espressione che vorrebbe far credere che se l’anno scorso i soldi stanziati erano X quest’anno non sono X-Y, ma X+Y. Bella furbata, vero?
Ho la vaga sensazione che in autunno, quando i nodi del terremoto in Abruzzo e della recessione economica verranno al pettine, avremo tanti altri spostamenti di mucche da un recinto all’altro. Perché la quantità di spostamenti è direttamente proporzionale alle magagne irrisolte.















