lunedì 28 giugno 2010

C'è inciucio e inciucio / 2

Che Vittorio Feltri (o il fido Paolo Granzotto) scriva cazzate sul Giornale ormai non mi fa nemmeno più effetto. Scrive cazzate, si sa, punto e andiamo oltre. Mi fa più specie, invece, che le scriva Marco Travaglio, giornalista che - quando vuole - sa essere molto attento e preciso.
Oggi, per esempio, nel suo Passaparola settimanale sul blog di Beppe Grillo, se la prende
a) con Napolitano perché ha nominato Brancher ministro
b) con il PD perché “l’opposizione non c’è, a parte quel poco che riesce a fare Di Pietro che comunque ancora l’altro giorno era l’unico a fare l’ostruzionismo contro i tagli di Bondi alla cultura, mentre il PD inciuciava con Bondi, grato a Bondi perché Bondi aveva avuto la gentilezza bontà sua di rimanere a ascoltare le richieste allora PD, pensate come si accontentano di poco questi, un piattino di lenticchie”.
Allora, andiamo con ordine.
Napolitano che nomina Brancher. Travaglio cita i precedenti di Scalfaro con Previti e di Ciampi con Maroni. Giusto. Però non dice che i due personaggi furono comunque nominati ministri. Perché la Costituzione non prevede un diritto di veto da parte del Capo dello Stato su chi può fare il ministro: ciò per il semplice motivo che la nostra è una forma di governo parlamentare e i ministri casomai vengono sfiduciati – anche individualmente – dal Parlamento e non dal presidente della Repubblica. Che al massimo può esercitare pressioni sul presidente del Consiglio affinché non nomini Tizio o non lo metta in quel dicastero, ma non può opporsi del tutto.
E veniamo al PD che, secondo Travaglio, inciucia con Bondi. La scorsa settimana alla Camera è successo che il Governo avrebbe voluto mettere l’ennesima fiducia a un disegno di legge, quello sui tagli alla cultura. L’IdV ha deciso di fare ostruzionismo e gli è andata bene che giocava la nazionale e il voto avrebbe coinciso con la partita, per cui il governo non si è fidato per timore delle assenze. Il PD, pur votando contro la legge, ha fatto approvare alcune modifiche che hanno evitato conseguenze ancor peggiori per i lavoratori e per gli enti lirici. Alla fine PD e IdV hanno votato nella solita maniera, soltanto che gli uni si sono preoccupati di limitare i danni della legge e gli altri hanno portato avanti un ostruzionismo che non avrebbe evitato quei danni. Che poi le migliorie siano un piatto di lenticchie o meno io non sono in grado di giudicare, ma certo è difficile fare inciuci su una legge votando contro di essa.

Cosa c'entra Napolitano con le strategie parlamentari piddine? Nella testa di Travaglio c'entra che entrambi inciuciano, secondo la regola in base alla quale la Costituzione e le istituzioni sono calpestate solamente da chi ci sta antipatico o avversiamo politicamente.

Comunque, visto che quel poco di opposizione che c’è la fa l’IdV mi sono andato a rileggere gli articoli di fuoco scritti da Travaglio il mese scorso, quando Di Pietro in conferenza stampa congiunta con Calderoli appoggiò entusiasta il federalismo demaniale voluto dal governo Berlusconi. Per esempio, questo art… no, questo no… vediamo… forse il 20 maggio ha scritto… no, il 20 maggio non ha scritto… il 21… nemmeno… no, ma son sicuro che se l’è presa con Di Pietro per quel vergognoso inciucio, a Travaglio non sfugge niente… il 22, forse… no, vediamo il 23… il 24… nemmeno… uhm, scusate… torno, fra un po’, ora cerco l’articolo di fuoco… forse sul Fatto Quotidiano qualcun altro ne ha scritto… vediamo vediamo… uhm… o dov’è?

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