venerdì 11 giugno 2010

Fini strategie / 7

Ci sono leggi che possono essere brutte, bruttissime, anche inique, ma che fanno parte di una linea politica di governo (o malgoverno). Per dire: le leggi della Gelmini sulla scuola. O l’abolizione totale dell’Ici. Al limite, anche uno scudo fiscale. Provvedimenti pessimi, con effetti deleteri e di lungo periodo, ma, insomma, ci possono stare. Vince uno schieramento e li mettiamo nel conto.
Poi ci sono leggi che invece, oltre a essere brutte, bruttissime e inique, vanno pure a incidere sui fondamenti dello Stato. Perché calpestano le regole del gioco. Perché bistrattano le istituzioni. O perché ignorano i più basilari diritti di convivenza civile e di uguaglianza fra le persone. Il governo Berlusconi dal 2001 ad oggi ha fornito parecchi esempi di queste leggi, le maggior parte delle quali comunemente note come “ad personam”.

Ecco, io capirei le motivazioni di Fini e dei finiani se le leggi che loro alla fine si adeguano a votare rientrassero nella prima di queste categorie. “Signori, la Gelmini voleva bocciare tutti i ragazzi che hanno un cinque in pagella, ma grazie alla nostra battaglia ha dovuto fare retromarcia. Poi la legge non ci piace, ma la votiamo lo stesso per disciplina di partito e intanto portiamo a casa un risultato parziale, ma comunque importante”. Bene, bravi. Sarei il primo ad applaudire.
Il punto, però, è che invece questi qua votano anche i provvedimenti della seconda categoria. E lì non è che una legge è più o meno porca. O è porca o non lo è. “Sono incinta, ma poco poco”. No, sei incinta e basta.
La legge sulle intercettazioni rende nettamente più difficile la vita ai magistrati che indagano, sì o no? Sì. Basta, è sufficiente questo: stare a guardare se i giorni sono sessanta o settantacinque, se le proroghe vanno chieste così o vanno chieste cosà è esercizio retorico, di mera (e anche legittima) propaganda elettorale, ma non cambia l’ordine delle cose. Se le modifiche avessero depotenziato il provvedimento, avrei dato ragione, ma non depotenziano e allora è inutile girarci intorno.
Non è la prima volta che va così. L’ho già scritto in passato a proposito di altre porcate. Mi stupisce soltanto che ci sia ancora chi dà credito a Fini e alle sue troppe truppe.

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