sabato 19 giugno 2010

Il Conformista della Sera

Se c'è un passaggio che mi è piaciuto nel discorso di oggi di Bersani è quello sul conformismo della nostra classe dirigente. Tutta. Imprenditori, giornalisti, intellettuali. Sempre pronti a far proprie le parole d'ordine - il "parlar d'altro" - di Berlusconi e Tremonti. "Colonne di piombo", le ha definite il segretario PD, riferendosi all'atteggiamento dei giornali. Non riesco a dargli torto. In particolare questo effetto me lo fa quando leggo certi editoriali sul Corriere della Sera e sul Sole 24 Ore. Sì, quegli articoli firmati Panebianco, Galli della Loggia, Battista, Folli. Fintamente e ipocritamente equidistanti, ma poi arrivi in fondo e scopri che la loro equidistanza altro non è che un rovello filologico per dare credibilità alle anche più balzane trovate berlusconiane.
La conferma è il Piero Ostellino di oggi (che se la prende pure con l'articolo 42 della Costituzione, come limitativo delle libertà economiche: gli deve essere sfuggito l'articolo 14 co. 2 della Carta fondamentale tedesca, ancor più rigoroso in tal senso e senza che nessuno in Germania protesti) sul Corriere.

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