giovedì 3 giugno 2010

Tifo da stadio

La penso come Giovanni Fontana: "C’è solo una cosa peggio di quello che succede in Israele e Palestina, ed è leggere le reazioni a ciò che succede in Israele e Palestina (sì, lo so, e c’è solo una cosa peggio delle reazioni a ciò che succede in Palestina, quelli che iniziano un periodo con “c’è solo una cosa peggio…”). In curva sud abbiamo “l’esercito israeliano dimostra di essere senza scrupoli”, in curva nord “i (pro)Palestinesi sono degli invasati fuori dal mondo”. Senza minimamente pensare che possano avere ragione entrambi – caso strano, visto che di solito hanno torto, entrambi".

Non siamo capaci di guardare i fatti nella loro cruda realtà e nella loro complessità. Dobbiamo per forza interpretarli alla luce dei soggetti che li compiono o li subiscono, semplificandoli, banalizzandoli. In questo modo non facciamo del bene. Né ai palestinesi, né agli israeliani.
(scendendo parecchio e arrivando a livelli molto meno drammatici, anzi: per niente drammatici e casomai un pochino farseschi, è il solito motivo per cui assistiamo a vicende nostrane di cui ho già scritto tempo fa)

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