mercoledì 23 giugno 2010

Vatti a fidare

Traggo due conclusioni dall'intervista (e anche dai commenti) rilasciata da Giulietto Chiesa all'ottimo Alessandro Gilioli riguardo l'affaire Di Pietro.
La prima è che a sinistra non cambiamo mai. Gruppi, gruppetti, gruppuscoli ognuno con la propria verità in tasca, ognuno con la propria fissa che son gli altri 99 su 100 che vanno in senso contrario, (e di questa categoria Chiesa, uno che crede a tutti i complotti possibili e immaginabili, è degno rappresentante), ognuno straconvinto di essere l'unico a essere nel giusto e gli altri tutti merdacce, hanno - e non potrebbe essere diversamente - vita minima. Minima quanto la loro consistenza elettorale.
La seconda conclusione è che c'è sempre qualcuno più duro e puro di te.

P.S.: sono convinto che Di Pietro riuscirà a fugare le ombre. Anche perché, da quel che racconta lo stesso Chiesa, la sua posizione sotto il profilo penale è irreprensibile e inattaccabile. Sotto altri punti di vista, viene però in mente la solita vecchia storiella. Se uno ti dice che sei un cavallo, forse è scemo. Se te lo dicono in due, probabilmente ti prendono in giro. Se te lo dicono in cinque, comincia a nitrire.

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