sabato 21 agosto 2010

Agosto, cervello mio non ti conosco

Succede che gli organizzatori del Partito Democratico non invitano alla festa nazionale il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota. Il motivo è che essendoci un ricorso sulla validità della sua elezione, il partito non ha ritenuto opportuno invitarlo.
Succede che Cota si incavola per il mancato invito, accusando peraltro il PD di "scarsa democrazia" (già: la Lega che accusa altri partiti di scarsa democrazia, ma sorvoliamo).
Succede che il PD risponde che però hanno invitato Maroni e Calderoli, oltre a Tremonti, che è del Popolo delle Libertà ma vicino alla Lega. Costoro, per ritorsione contro il mancato invito a Cota, rinunciano a partecipare ribadendo l'accusa di "scarsa democrazia" (già: Tremonti, esponente del PdL, che accusa altri partiti di scarsa democrazia, ma ri-sorvoliamo).
Succede che il sindaco di Torino Sergio Chiamparino sente la necessità impellente di polemizzare con gli organizzatori della Festa Democratica, affermando che Cota andava invitato.
Succede che il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti non ha di meglio da fare che prendersela, oltre che con i ministri suddetti, anche con Chiamparino.
Succede che Chiamparino polemizza con Zingaretti sempre sulla solita questione, dicendo che lui a Ferragosto ha parlato con persone che lavorano, mica ha perso tempo a battibeccare con il vicino di ombrellone.

Io resto basito dal livello di polemica politica in Italia. Fermo restando che uno a casa propria invita chi gli pare e non è che uno che viene da fuori può pretendere, fermo restando che la motivazione del mancato invito è stupida, ma qualcuno, nel PD e del PD, sentiva l'esigenza di una bel litigio interno sul niente - sul niente! lo ripeto: sul niente! - in un momento, perdipiù, come questo?
Ragazzi, che palle! Così non lo manderemo mai a casa, Berlusconi!

p.s.: poiché io NON sono malizioso, non scriverò mai che anche l'anno scorso gli esponenti del centrodestra si appigliarono a un pretesto assurdo (quello sui festini berlusconiani) per disertare i faccia a faccia ai quali avevano inizialmente aderito. E non scriverò mai che l'arrabbiatura di Chiamparino è legata alla presentazione di un libro che ha appena scritto.
Anzi, visto che sono così buono e ingenuo dirò che è tutta una manovra del grande e astutissimo marketing piddino (l'ufficio propaganda del partito è notoriamente efficiente e non sbaglia mai un manifesto o una campagna di comunicazione) per attirare l'attenzione dei media sulla festa.

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