Bene, da una settimana il presidente del Senato Renato Schifani - quello amico dei mafiosi, quello che è una vergogna invitarlo alle feste di partito, quello che è giusto fischiare - di ritorno dalla pausa estiva è tornato a presiedere (come è suo dovere) l'Aula.
Mi aspettavo grandi e sonore proteste da parte di quei parlamentari che non più tardi di venti giorni fa gli chiedevano conto di certe sue frequentazioni. Mi aspettavo che i duri & puri che siedono al Senato facessero un bel terzo grado come si conviene in casi del genere. Che magari iniziasse pure la discussione, ma preceduta da un "Lei ci deve spiegazioni!". Magari anche qualche cartello, non so.
Ho aspettato un giorno, due giorni, tre giorni.
Macché, non è mai successo niente.
Tutto un "Signor Presidente", "desidero parlare di una situazione che lei prenderà sicuramente a cuore", "vede signor Presidente".
E io che mi aspettavo i fuochi di artificio... Ingenuo che sono!
Nessun commento:
Posta un commento