Non lo so cosa scriverà domani Massimo Giannini nella sua rubrica "Struttura Delta" per commentare il nuovo programma di Giuliano Ferrara che presto verrà mandato in onda da Raiuno subito dopo il Tg1 delle 20.
Personalmente, trovo più preoccupante - sotto il profilo della creazione e manipolazione del consenso - quel che fa già oggi Minzolini nella mezz'ora precedente: in fondo, la stragrande maggioranza delle persone che guarderanno il programma di Ferrara sapranno già chi è, quali sono i suoi obiettivi, da che parte sta. Diciamo che sono vaccinate.
Invece io credo che sia molto più efficace il modo in cui il Tg1 propone le notizie. Perché è spiazzante. Cioè, tu accendi il televisore verso le 20 per sapere quel che succede nel mondo e un po' ti viene detto, un po' ti viene nascosto, un po' ti viene raccontato in una certa maniera e poi, quando meno te lo aspetti, ti compare l'opinionista che fino a ieri nessuno conosceva e che, però, non è mai scelto a caso.
Stasera, per esempio, è stata la volta di monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino. Perché proprio lui e non, chessò, il cardinale di Firenze o di Milano? Perché lui - che fino a stasera manco sapevo chi fosse, anzi: ignoravo che San Marino (e Montefeltro!) facesse diocesi - si era già espresso esplicitamente contro la magistratura nel caso Ruby, contro i manifestanti del 13 febbraio, contro chi si indigna per certi comportamenti che, ehm, diciamo a cose normali la Chiesa non giudica poi così benevolmente.
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