La ditta XYZ & W SpA ha avuto, nell'ultimo anno, una grossa diminuzione del fatturato. Viene commissionata un'indagine interna e si scopre che nel periodo c'è stato un drastico calo dei clienti: i tempi di evasione degli ordini, già tradizionalmente lunghi, si sono ulteriormente dilatati e il mercato si è rivolto alla concorrenza. Per rimediare, bisognerebbe organizzare il magazzino diversamente inserendo un software gestionale che attualmente non c'è, assumendo un operaio (e facendo lavorare di più un altro che batte la fiacca), acquistando un muletto (nemmen quello c'è...) e attuando altre due o tre piccole modifiche.
L'amministratore delegato ci pensa su e alla fine presenta il suo piano di rilancio: verranno cambiati gli orari all'ufficio paghe e il direttore del personale verrà affiancato da un consulente esterno che vigilerà su quel che fa.
Gli azionisti si guardano perplessi perché, in tutto ciò, il magazzino non viene minimamente sfiorato e i tempi di consegna rimarranno smisurati. L'amministratore delegato risponde che la sua è una riforma epocale perché l'ufficio paghe sarà strutturato secondo i canoni teorici così ben descritti dal grande docente di organizzazione industriale Paul D. Smithson.
Stando alle voci di corridoio, però, l'amministratore delegato ha così agito perché gli sta molto sugli zebedei il direttore del personale (che, per motivi vari che non starò a descrivere, non può licenziare: mannaggia!), mentre del calo del fatturato gli importa il giusto: tanto lui fra un anno andrà in pensione e quel che gli interessa ora è sistemare quella vecchia diatriba con il dirigente a lui inviso.
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