Intervistato dal Giornale su quanto avvenuto agli impianti nucleari di Fukushima, il fisico Tullio Regge ha affermato: "Ricordiamoci sempre che uccide di più il fumo di sigaretta che un incidente del genere".
Non oso contestare la sua dichiarazione, però non ho mai visto uno che, per fumare una Marlboro, sia costretto a conciarsi in questa maniera.
con lo stesso ragionamento si può anche votare berlusconi...
RispondiElimina:D
...ehm, 'un l'ho capita! scusa, eh
RispondiEliminaho cassato un commento di Sandro59 perché una sua frase poteva essere male interpretata e dare adito a situazioni spiacevoli come quella capitatami il mese scorso. Chiedo scusa a Sandro...
RispondiEliminaE' un peccato che si liquidino con battute argomenti di possibile approfondimento. In Italia la "cultura del rischio" è materia pressoché sconosciuta ai più. Come quasi ogni disciplina scientifica. E i giornali potrebbero cogliere l'occasione per approfondire.
RispondiEliminaPerchè l'italiano medio è ben strano! Spesso chi si impressiona per la radioattività del latte, è quello stesso tizio che il giorno dopo chiede al medico curante una "TAC di controllo". E anche se gli spieghi che un anno di latte radioattivo di Fukushima equivale alle radiazioni di UN SOLO ESAME di T.A.C., continuerà a voler fare molte TAC "di controllo" e a temere le radiazioni a 10mila km di distanza...
Allora mi adeguo e se posso, lascio la mia battuta:
"Egregio dottor professor Regge, anche il piombo della carta dei giornali stampati e la polvere del toner non sono male quali cancerogeni."
E' solo una battuta, forse.
(Logico, 2011)