martedì 5 aprile 2011

Il giornalismo ai tempi di Berlusconi / Franco Bechis

Tra le firme di Libero quella, molto arguta, di Franco Bechis sembra avere una missione in particolare: attribuire ad altri che non siano Berlusconi, il suo governo, la sua maggioranza e i suoi media le colpe di quel che non va in Italia.
Il suo punto forte è andare a scovare la norma, il comma, il protocollo, l'intesa: insomma, la pezza d'appoggio per poter accusare qualcuno che in qualche maniera sia riconducibile anche indirettamente, anche lontanamente, alla sinistra.
Qualche giorno fa, per esempio, è stato lui l’autore dell’articolone che ha individuato in Prodi e Napolitano i veri responsabili del casino a Lampedusa: la loro colpa (poi ripresa anche dal Tg1, che da quando è diretto da Minzolini funziona da megafono alle trovate di Feltri, Belpietro e Sallusti) è quella di aver firmato, nel 1998, un accordo bilaterale Italia – Francia, intesa resasi necessaria dal trattato di Schengen. Il ragionamento bechisiano ricorda un po’ quello di chi, per protestare contro la mancanza di parcheggi in centro storico, se la prende con il governo che ha emanato il bonus rottamazione delle vecchie automobili anziché con l’amministrazione comunale che ha stilato un piano sosta assurdo e inadeguato alle esigenze della cittadinanza.
Questo è un po’ il modo di fare di Bechis, che nei suoi articoli produce cifre e dati che magari son messi lì in modo strumentale, ma fanno la loro porca figura.
Così è avvenuto anche stamani, quando se l’è presa con l’Unione europea, rea di non aiutare il nostro Paese nell’emergenza immigrati.
Premetto che l’Europa ha tanti difetti, non so quanti libri siano stati scritti sul malfunzionamento dell’Unione, ma il punto è che Bechis individua proprio quelli che non c’entrano niente, ignorando bellamente la differenza tra istituzioni comunitarie, competenze comunitarie e facoltà degli Stati nazionali.
Il suo articolo è tutto da leggere, ma voglio segnalare un passo perché è sintomatico di cosa può succedere quando si vuol per forza trovare un colpevole esterno.

Scrive dunque Bechis: “l’Italia cresce di meno da quando è entrata nell’euro. La disoccupazione invece è salita progressivamente e inesorabilmente. Il divario fra nord e sud si è allargato (…) Il debito pubblico è cresciuto esponenzialmente ed è diventato perfino più fragile di prima”.
Ricordarsene la prossima volta che scriverà lunghe articolesse per dire che il debito pubblico è esploso per colpa di Ciampi e, soprattutto, che i gufi sono stati smentiti perché la cura Tremonti funziona.

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