martedì 12 luglio 2011

L'abolizione delle province e le fesserie di Grillo

Beh, poteva rimanere indietro Beppe Grillo sul terreno della facile demagogia in tema di province? No, che non poteva.
Così oggi scrive: "L'unica manovra da attuare, per evitare il default, è quella dei tagli sui costi inutili, ad esempio i finanziamenti ai giornali e ai partiti e il taglio delle Province. Si arriverebbe subito a 100 miliardi di risparmio, ma non avverrà".
Ho già scritto in passato che ridurre il debito limitandosi ai tagli sui costi inutili (necessari, intendiamoci, e - soprattutto - conditio sine qua non) è come vuotare l'Oceano con un cucchiaino.
Però mi fa sorridere questa cifra. Cioè, secondo Grillo, tagliando i finanziamenti ai giornali, quelli ai partiti e abolendo le Province si "arriverebbe subito a 100 miliardi di risparmio".
Subito, accidenti. Mica in cinque o dieci anni. Subito.
Ora, a parte il fatto che non si sa come possano farsi subito se l'abolizione delle Province deve essere fatta con legge costituzionale e, quindi, nella più ottimistica delle ipotesi, non si avrebbero effetti almeno fino al 2013 avanzato.
Poi, sorvolando su questo dettaglio, da dove sbucano fuori 'sti 100 miliardi?
Dalle Province, se diamo retta a Travaglio (che fa una valutazione molto, molto eccessiva), si risparmiano abolendole 10 miliardi. Contributi all'editoria: 360 milioni, stando al Fatto Quotidiano. Finanziamenti pubblici ai partiti: come dice Grillo sono 468 milioni l'anno, moltiplicati per due perché la precedente legislatura è terminata anzitempo.
Uhm, a occhio e croce mancano ancora all'appello almeno 87 miliardi di euro (e son stato larghissimo).

L'Italia sta attraversando una fase di recessione senza precedenti dal dopoguerra ad oggi, ha un debito pubblico enorme e qui c'è gente che pensa di prendere per il culo tutti noi inventando cifre e ricette così, a casaccio. Ma stiamo scherzando? Ditemi che è un sogno, ditemi che questi sono soltanto ex comici che non sanno più cosa inventarsi per farci ridere.
Ditemi se c'è differenza tra un ministro che alza il dito medio al cantante che celebra il tricolore, un presidente del Consiglio che sta zitto per giorni mentre la speculazione di Borsa impazza e un tizio che si inventa cento miliardi di risparmi "subito".

9 commenti:

  1. Beh, onestamente la differenza c'è. Due di loro ricoprono incarichi istituzionali, l'altro no.

    La responsabilità è oggettivamente diversa.

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  2. Se un Presidente del Consiglio promette, officiante Bruno Vespa, i miracoli della riduzione dei tributi e della moltiplicazione dei posti di lavoro (promesse ovviamente non mantenute), ci può stare che un privato cittadino come Grillo (per quanto pifferaio magico sia) spari la sua fesseria sui 100 miliardi di risparmio. La differenza è evidente, per chi sappia guardare la realtà: il Presidente del Consiglio deve governare (seriamente) un paese, Grillo no.
    Da un Presidente del Consiglio mi aspetto competenza, rigore e attenzione al bene comune; da un comico mi aspetto che faccia ridere - ma anche non mi aspetto niente, quello che fa Grillo non sposta di una virgola il debito pubblico o il crollo dei consumi. Quello che fa e non fa, quello che dice e non dice un Presidente del Consiglio, invece, qualche effetto pratico lo hanno.
    Quindi: fai pure le pulci alle fesserie di Grillo, ma ricòrdati che è Grillo: mica il Capo del governo.
    Michele

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  3. @ Michele

    D'accordo con te. Ora convinci tutti quelli che Grillo lo votano e credono che si possa ridurre sensibilmente il debito semplicemente abolendo le Province e i contributi ai partiti o ai giornali.

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  4. @ nonunacosaseria

    D'accordo, ci provo. Tu, invece, convinci tutti quelli che votano Berlusconi e che credono che democrazia sia eleggere un plurimiliardario monopolista dell'informazione e che si è comperato, tanto per dire, la legge Mammì e la sentenza Mondadori. E che credono che, non ci fosse stato lui, l'Italia sarebbe diventata un killing field cambogiano.
    Perchè, per quanto Grillo mi stia sulle palle, un po' è vero, che qualcosa si risparmia, abolendo le province e i contributi al Campanile di Mastella.
    Non tanto, ma qualcosa.
    Mentre non c'è neanche un briciolo di verità in chi dice che è un politico liberale e onesto quello che nomina, come Direttore Marketing della Rai, la sua consulente per la comunicazione a Mediaset.
    Per dirne una tra le mille che potrei dire.
    Michele

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  5. @nonuna

    mi sa che non mi hai pubblicato un messaggio. giusto per regolarmi per le prossime volte: buffone/pagliaccio etc non posso usarli per descrivere una persona? :D

    jaco

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  6. @ Jaco

    scusami, hai ragione. no, non ti ho pubblicato.
    quanto alla tua domanda, non so se tra i miei ventiquattro lettori ci sia qualcuno che sa dirmi con certezza se certe definizioni espongano a querele.
    parlo in generale: questo blog è un passatempo e, dopo una roba avvenuta qualche mese fa, mi faccio delle paturnie su cosa possa essere pubblicabile e cosa no.

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  7. @ nonuna

    non ti preoccupare :D

    p.s.: ma ti ha querelato davvero qualcuno?!?

    jaco

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  8. @ Jaco

    querelato no. minacciato di querela sì.
    leggi il post del 14.02
    http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/02/una-doverosa-precisazione.html

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  9. @nonuna

    'azz... assurdo


    jaco

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