Vi è capitato mai di essere un po’ arrabbiati per una situazione e si intromette qualcuno che vi dice qualcosa, niente di nuovo, niente che voi non sapevate già, ma che, nel contesto in cui siete, ha l’effetto di mandare la vostra rabbia completamente fuori controllo? E che voi siate quasi contenti che quel qualcuno abbia ulteriormente alimentato la vostra ira facendovi sbottare? La soddisfazione massima, poi, è quando sapete di essere nel giusto, nel giustissimo, nell’incontrovertibile. Che gioia, in quella situazione, mandare a quel paese il vostro interlocutore!
A me è (quasi) successo ieri, sul lavoro (dico quasi perché poi mi son trattenuto, un po’ per educazione, un po’ perché ho rispetto delle persone anziane, un po’ per carattere). Però, ecco, è una situazione così. Tu sei arrabbiato e arriva uno, zac, ci infila il carico da undici che ti fa sbroccare.
Stavo pensando a questo meccanismo perché ci trovo analogie con la vicenda Spider Truman. C’è un intero Paese che è giustamente e inevitabilmente arrabbiato con un gruppo di personaggi che difende strenuamente tutti i propri privilegi mentre gli altri cittadini devono fare i conti con la peggior crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Arriva un’entità non ben definita che dice cose tutto sommato ben note e risapute e, in men che non si dica, riceve decine di migliaia di consensi. Semplicemente perché non fa che ribadire i motivi della rabbia di un’intera popolazione contro quel gruppo di personaggi di cui sopra. Quasi che quella popolazione non aspettasse altro.
Le cose giuste al momento giusto alle persone giuste e con il media giusto.
Tutto perfetto. Troppo perfetto per essere spontaneo. E infatti qui finiscono le analogie. Perché quando succede quel che ho scritto all’inizio – la rabbia alimentata e noi che sbrocchiamo definitivamente – in fondo c’è della spontaneità. Chi ci fa sbroccare la maggior parte delle volte non ne è consapevole; e se lo è, è soltanto qualcuno che ha colto al volo l’occasione per ottenerne un vantaggio. In Spider Truman, chissà perché, io ci vedo qualcosa di più raffinato, di più studiato a tavolino. Del resto, se io avessi scritto su un blog o sul mio profilo facebook le stesse cose, non avrei ricevuto tanti contatti in mezza giornata: una sapiente strategia di viral marketing (e peraltro ci sono agenzie specializzate in questo: basta pagarle...) mi avrebbe però aiutato, eccome.
Ma ora non mi interessa approfondire chi c’è dietro.
Mi chiedo, piuttosto, a cosa servirà tutta questa rabbia così sapientemente alimentata.
La rabbia è un sentimento, non un comportamento razionale e, in quanto tale, può essere anche difficile gestirla. Mi chiedo se sia giusto infervorare così tanto gli animi di tutti noi senza che tutto ciò non abbia uno scopo alla fine, in qualche modo, costruttivo. La rabbia non viene incanalata in energia positiva, né tantomeno viene fatta esprimere per superarla e capire altri problemi più profondi, ma è fine a sé stessa, è soltanta alimentata.
Tutti noi siamo dentro un circolo vizioso che ci impedisce di reagire a quel che sta avvenendo (la crisi economica, il venir meno delle certezze che avevamo fino a ieri, i timori sul nostro futuro) e non riusciamo ad andare oltre un sentimento di rabbia. Urliamo con tutto il fiato che abbiamo in gola. E dopo aver urlato, ricominciamo a urlare senza renderci conto che non serve a niente, proprio a niente. Persone intelligenti e solitamente ragionevoli sembra ora che non aspettassero altro che l’occasione per urlare più forte di tutti. Spider Truman è lì, ci incita a urlare e, in fondo, è l’unico che si muove davvero e probabilmente in una direzione che non è nemmeno la nostra, anche se noi non ce ne accorgiamo e pensiamo che sia con noi, fermo a urlare.
Vorrei tanto aggiungere qualcosa a quanto hai scritto ma ho la sensazione che hai detto tutto.E meglio di così, penso, non potevi. Bel post, insomma.
RispondiEliminagrazie, troppo buono!
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