domenica 27 novembre 2011

Ora, però, evitiamo di cadere nei soliti errori

Dopo diciotto anni dovremmo averlo compreso, ormai. Quando Berlusconi è in difficoltà tira fuori il comunismo e le tasse, perché l’unica cosa in cui si è dimostrato davvero bravo è fare la campagna elettorale.
Per diciotto anni il centrosinistra ha reagito in due modi, soprattutto. O esasperando il concetto o riconoscendolo. Nel primo caso, spuntava fuori il Bertinotti di turno a dire che anche i ricchi dovevano piangere e dando così modo alla controparte di rilanciare, oltre che sulle tasse, pure sul pericolo comunista. Nel secondo caso, spuntava fuori il Rutelli di turno a dire che sì, in effetti, davvero la pressione fiscale era alta e dando così modo alla controparte di rilanciare sulla giustezza delle argomentazioni berlusconiane, mentre “di là” eran divisi su tutto.
Allora, siccome oggi il tizio ha ritirato fuori la storiella dei comunisti e delle tasse, prendiamola per quello che è. Una storiella, appunto, alla quale attinge quando è in difficoltà. E, visto che è in difficoltà, per una volta lasciamocelo. Parliamo di cose un po’ più serie e in modo un po' più serio, ché se stiamo dove stiamo è anche perché di cazzate ne abbiamo parlato per troppi anni. La campagna elettorale permanente è una delle cause dei nostri guai, non dimentichiamocelo.

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