Quelli che si svegliano ora sono i partiti che pensavano bastasse far cadere Berlusconi e mettere un bravo economista al suo posto per risolvere le cose, magari trovando soluzioni a cui nessuno aveva mai pensato, manco Monti fosse Silvan. Si erano probabilmente illusi di potersela cavare a buon mercato o di non dover mettere la loro faccia e la loro firma su provvedimenti ad alto tasso di impopolarità a poco più di un anno dalle elezioni politiche.
Quelli che ancora non si svegliano sono gli economisti che pontificano sui giornali. Loro hanno la ricetta facile facile, ma possono permettersi tutto: non hanno da far approvare a un Parlamento di irresponsabili una manovra finanzaria, non hanno l’esigenza del consenso di un migliaio di tizi affinché un disegno di legge diventi operativo. E allora parlano, parlano. E scrivono, scrivono.
Quelli che si svegliano ora sono la Cisl e la Uil. Per quasi un decennio hanno accettato praticamente tutto dai governi Berlusconi – a partire dagli atteggiamenti di rottura con la Cgil – e ora che devono assumersi la loro parte di responsabilità scoprono la vena barricadera.
Quelli che ancora non si svegliano sono i partiti che preferiscono cianciare di secessione e altre amenità, per avere lo zero virgola o anche l’uno virgola in più alle prossime elezioni. Sai che goduria, dover governare un Paese in bancarotta... Ma, infatti, il loro obiettivo non è governare: è rimanere all’opposizione, scaldando uno scranno a Montecitorio nei panni dei difensori della gggente. Non hanno ancora capito che i bei tempi da perdenti vincenti son terminati.
scusa, percheè alesina e giavazzi non dovrebbero criticare la manovra di monti se non la condividono? e cosa avrebbero dovuto fare esattamente la uil e la cisl, visto che la cgil, al di la dell'antipatia per berlusconi, ha oggettivamente torto su quasi tutta la linea?
RispondiElimina@ enrico
RispondiEliminacome ho scritto nel post - e come la manovra spiegata stasera in conferenza stampa da monti conferma (quando ho scritto il post ancora non si conosceva) - un conto è la critica teorica dell'economista che può permettersi di dire tutto e il contrario di tutto, senza l'assillo di dover andare in parlamento a farsi approvare un provvedimento. altro conto è la politica, l'arte del possibile.
quanto a cisl e uil, non dico che avrebbero dovuto fare o non avrebbero dovuto fare. dico soltanto che per dieci anni hanno accettato TUTTO quello che passava il convento berlusconiano e oggi, improvvisamente, si sono svegliate.
@ enrico:
RispondiElimina"la cgil, al di la dell'antipatia per berlusconi, ha oggettivamente torto su quasi tutta la linea"
complimenti per la profonda disanima. Stona solo quel "quasi", che è francamente di troppo. Ma l'"oggettivamente" è perfetto.
:-)
E non lo dico da estimatore della CGIL (e dei sindacati italiani in generale): la CGIL non ha portato a casa nulla, rimanendo isolata ed ancorata a metodi obsoleti. Gli altri hanno portato a casa ancor meno, spesso non si sono nemmeno posti i problemi più grossi...
Ciao
Paolo