giovedì 24 maggio 2012

Fenomenologia della scorta al politico

1
“...e pertanto, visti i motivi sopra indicati, con la presente si richiede con urgenza la messa a mia disposizione di una scorta. Cordiali saluti, onorevole Vattelapesca. Dottore, questa è la cinquantatreesima missiva che l’onorevole Vattelapesca ci invia per farci la solita richiesta di avere delle guardie del corpo! Che dobbiamo fare?”
“Ma gli estremi per concedere la scorta ci sono, sì o no?”
“Ni. Diciamo che potrebbe farne a meno, ma che insomma per la posizione che ha alla Camera...”
“E va bene, concediamogliela! Che palle, questi parlamentari!”

“Uè, Vattelapé... ci hai la scorta pure te, eh?”
“Già. Ma io mica l’ho richiesta, sai? Me l’hanno data per i miei alti incarichi! Io mica la volevo, me pareva ‘na cosa, sai? Io so’ abbituato a stare a contatto co’ la ggente e avere quest’impiccio nun me piace gnente. Però ce l’ho, e me la tengo... eh, che vòi fa? A proposito, a proposito: Ciccio, viè qua...”
“Onorevole, non mi chiamo Ciccio. Sono il tenente Rossi”
“Eeeh, guagliò... a me piace stare in confidenza! Senti, vammi a comprare il pane! Nu filoncino da mezzo chilo, di quello integrale che piace tanto alla mia signora”
“Er... Va bene, onorevole. Ma noi avremmo il dovere di stare al suo fianco per proteggerla... potrebbe succedere qualcosa proprio mentre siamo in negozio”.
“Eeeeh, che vuoi che succeda?”
“D’accordo... Ehm, i soldi?”
“I soldi, i soldi... poi li mettiamo in rimborso spese, eh?”

“Ehi, hai visto? L’onorevole Vattelapesca... come tratta gli uomini della scorta. Pensa, quello è addirittura un graduato e lui gli fa fare la spesa!”
“Ma cosa dici mai?”
“Sì, è venuto da me e ha comprato mezzo chilo di pane. E poi l’ho visto quando usciva e saliva in auto, dava il sacchetto all’onorevole”.
“Che schifo!”
“Sì, un vero schifo!”

2
“Onorevole Pinco Pallo, l’abbiamo convocata perché a seguito di intercettazioni ambientali e indagini svolte sul territorio ci siamo resi conto che lei è un obiettivo sensibile”
“Un ...che?”
“Un obiettivo sensibile. Vede, non vorrei spaventarla, ma lei potrebbe essere oggetto non dico di un attentato, ma di azioni che potrebbero avere ripercussioni sulla sua incolumità fisica. Per il ruolo che ricopre nelle istituzioni, non per altro. E’ un provvedimento di cautela che adopereremo anche nei confronti di alcuni suoi colleghi, meglio prevenire”
“Ma... la mia vita potrebbe essere stravolta... io di andare in giro con la gente dintorno... la mia privacy...”
“Sì, capiamo benissimo. Ma è necessario far così”
“D’accordo, se proprio non possiamo farne a meno...”

“Tenente Bianchi, ma lo sa che quello è il forno dove andavo sempre a comprare il pane per mia moglie?”
“Andava?”
“Beh, sì... da quando sono in Parlamento ho sempre meno tempo per queste attività quotidiane. Però lì facevano un pane speciale, buonissimo”
“Se mi aspetta qui in auto, scendo e le compro un filoncino”
“Ma no, Bianchi... scendo io”
“Meglio se vado io, onorevole”
“Dice? Non vorrei che succedesse qualcosa proprio mentre... in fondo il vostro compito...”
“Non si preoccupi, un attimo e sono di nuovo da lei”
“La ringrazio. Ah, prenda i soldi!”

“Ehi, hai visto? L’onorevole Pinco Pallo... come tratta gli uomini della scorta. Pensa, quello è addirittura un graduato e lui gli fa fare la spesa!”
“Ma cosa dici mai?”
“Sì, è venuto da me e ha comprato mezzo chilo di pane. E poi l’ho visto quando usciva e saliva in auto, dava il sacchetto all’onorevole”.
“Che schifo!”
“Sì, un vero schifo!”

3
“E così abbiamo la scorta, eh?, caro onorevole Sempronio!”
“Già! Anch’io come i magistrati antimafia. Del resto, si sa, la mia attività contro la criminalità organizzata è notoria e quindi...”

“Ehi, guarda agente Verdi. Quello è il forno dove va mia moglie a comprare il pane. Quasi quasi scendo e le compro un filoncino!”
“Se vuole vado io, onorevole!”
“Oh, grazie caro... sei molto gentile. Allora, mi prendi mezzo chilo, io ti aspetto in macchina”

“Che è successo?”
“C’è stato un attentato, hanno gambizzato l’onorevole Sempronio!”
“Ma non aveva la scorta?”
“Sì, ma l’agente era entrato in negozio a comprare il pane!”
“Ma come? Invece di fare il suo dovere e rimanere accanto al suo assistito...”

4
“E così abbiamo la scorta, eh?, caro onorevole Tizio!”
“Già! Eh, sa... la mia posizione in Parlamento mi concede questo privilegio. Ma poi non è che sia ‘sto granché, non posso fare un passo senza i miei angeli custodi. Eh, la privacy non esiste più per me!”

“Ehi, guarda agente Neri. Quello è il forno dove va mia moglie a comprare il pane. Perché non scende e mi compra un filoncino?”
“Veramente, il mio dovere sarebbe quello di stare al suo fianco per proteggerla, onorevole...”
“Ma cosa vuoi che succeda? Ma figurati! Vai, vai...”
“Ma non è questione se succede qualcosa oppure no... il mio dovere”
“Uff... mi hai stufato! Vai a comprare ‘sto filone?”
“Agli ordini, onorevole”

“Che è successo?”
“C’è stato un attentato, hanno gambizzato l’onorevole Tizio!”
“Ma non aveva la scorta?”
“Sì, ma l’agente era entrato in negozio a comprare il pane!”
“Ma come? Invece di fare il suo dovere e rimanere accanto al suo assistito...”

5
“Caro onorevole Caio, anche lei con la scorta, eh?”
“Sì, ma sia io che la mia guardia del corpo ci saremmo stufati di star qui a fare la figura dei pirla per i post di un blogger da strapazzo che non abbiam capito bene cosa voglia dimostrare con le sue storielle cretine!”

3 commenti:

  1. :) :) :)

    Sandro59.

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  2. beh, la storiella cretina funziona però. Altrochè se funziona :)) hesse_f

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