Non
conta se essi sono persone stimate e se il programma per la città è
valido oppure no.
Contano,
invece, altri due fattori.
Il
primo è la scarsa (e sono generoso a definirla scarsa) credibilità
del PD: scandali finanziari (poco importa se risalgono alla
Margherita, queste son distinzioni da addetti ai lavori che l’omino
del bar evita), rimborsi elettorali, stipendi dei parlamentari, beghe
tra correnti, corruttele varie annullano anche le eventuali buone
proposte che possono essere avanzate. Sotto questo aspetto, chi è
causa del suo mal pianga sé stesso.
L’altro
fattore è l’appoggio dato al governo Monti con le sue scelte su
pensioni e tasse. E qui due cosette in più voglio scriverle.
Il
PD avrebbe potuto tranquillamente puntare su elezioni anticipate
oppure dare la fiducia a Monti a fine novembre, quando la stragrande
maggioranza degli italiani a parole era disposto a sopportare tutti i
sacrifici dell’universo, per poi passare all’opposizione ai primi
di dicembre, quando i primi provvedimenti impopolari venivano
adottati. Invece no, invece il PD sta sopportando più di tutti il
peso di questa stagione, anziché lucrarne alla grande come avrebbe
potuto fare (e come ha fatto l'Italia dei Valori) e penso che almeno questo bisognerebbe riconoscerglielo
quale punto di merito.
Ma
vorrei aggiungere, e vengo al punto che più mi preme, che chi vuol
fare politica, anche a livello cittadino da consigliere comunale,
deve avere una certa preparazione. Perché può anche andare lì a
dire tutte le sue belle cosine sull’ospedale e sulla nuova
viabilità e sui parcheggi, e può essere onesto e perbene quanto
vogliamo, ma quando il pensionato gli rinfaccia le tasse che deve
pagare e il cassintegrato la difficoltà di mettere insieme il pranzo
con la cena e lui, candidato consigliere comunale, fa parte di una
forza politica che appoggia il governo, diventa arduo uscirne bene.
Sarebbe per lui molto più semplice andar lì con la faccia
apparentemente pulita e dire ai propri interlocutori quel che
vogliono sentirsi dire (“tutti ladri, a Roma!”), se non fosse che
è proprio questo uno dei (tanti) motivi per cui siamo dove siamo.
Come sempre, essere il meno peggio in questa melma che è la politica italiana non vale.
RispondiEliminaCi sarà sempre un demagogo che dice ciò che alcune persone dotate di un immeritato diritto di voto voglione sentire.
"Politici ladri. E idraulici evasori. E Rumeni assassini. E ebrei taccagni. E italiani mafiosi. " Con i tipi da bar non si governa il paese. La lega questo dovrebbe averlo insegnato.
Amarezza.
T.