“Le
uniche parate sobrie che abbia mai visto sono state quelle di Dino
Zoff”: battuta di Antonio Barbato, ripresa da Sandro Gilioli,
che condivido.
Le
parate militari non mi piacciono, sono un rito di un’altra epoca,
di quando l’esibizione delle armi – “otto milioni di
baionette!” – misurava la potenza di una nazione o di quando il
blocco occidentale e il blocco orientale dovevano far vedere chi ce
l’aveva più lungo e duro: visti i tempi, forse sarebbe più
adeguato sfilassero gli operatori di borsa.
Del
resto, il nostro è, per Costituzione, un Paese che ripudia la guerra
come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come
mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e il ruolo
dell’esercito è completamente diverso da quello che potevano
immaginare nel 1948, quando si svolse la prima di queste parate. E
poco importa se alla sfilata partecipano anche i vigili del fuoco, la
polizia municipale e la Croce rossa: ci sono altri modi con cui si
può celebrare l’impegno di questi corpi, armati o non armati, e
istituzioni.
Ciò
premesso, tre brevi considerazioni a margine.
Il
primo è che il dibattito è nato perché c’è stato il terremoto
e, in modo demagogico e parecchio superficiale, si vorrebbe che
venissero dirottati in Emilia i denari, in realtà già quasi tutti
spesi, destinati al corteo: se la parata è giusto farla, è giusto
farla a prescindere da un terremoto avvenuto pochi giorni prima (se
fosse stato due settimane o un mese prima sarebbe cambiato
qualcosa?); se non è giusto, non va fatta anche se non ci sono
terremoti. A meno di non essere organizzati ancora come nel 1976,
quando Forlani rinunciò alla vetrina dei carri armati per mandare i
soldati tra le macerie del Friuli.
Il
secondo aspetto è che quando si fanno queste proposte ci sono poi i
malati di ideologismo che approfittano per rilanciare su altre feste:
e allora niente 25 aprile (o niente Primo Maggio), dicono. Come se il
2 giugno fosse la festa non della Repubblica, ma delle forze armate e
di chi veste una divisa con i gradi. Quando leggo certe
controproposte, mi chiedo se in Italia sia ancora possibile ragionare
in modo sereno sulle ricorrenze laiche che stanno alla base del
nostro stare insieme.
Terzo
e ultimo aspetto. Non vorrei che, con tutta questa discussione, poi
ci fossero i soliti cretini che sabato prossimo troveranno modo di
far cagnara sul corteo, magari contestando il Capo dello Stato.
Cretini, sì, perché non soltanto farebbero pessimo servizio alla
loro causa, ma, così facendo, contesterebbero non tanto la parata,
quanto la Repubblica che dovrebbe essere festeggiata.
Sono d'accordo, e credo anche che nella proposta c'entri il Movimentismo di cui spero non saremo vittima, a breve.
RispondiEliminahttp://haisbagliato.blogspot.it/2012/05/2-giugno-no-2-giugno-si.html
Come non esser d'accordo!!
RispondiEliminahttp://continuationbet.com/article/Più-bello-e-più-sicuro-ecco-Pokeropoly-it-il-primo-sito-italiano-per-lo-staking--20338.html
Penso che questo sia un modo equilibrato di affrontare la cosa. Spesso, la voglia di qualcuno di sparare originalità genera polemiche inutili. Quanto alla parata militare, spero di vivere abbastanza da vederla sostituire con altro.
RispondiEliminaGrazie per questo genere di interventi; fanno bene al cuore.
RispondiEliminaMi spieghi, per cortesia, cosa è cambiato nell'esercito, a livello di organizzazione, rispetto al 1976?
Ciao e grazie.
Cri Tista
cri tista,
Eliminanon ne ho la più pallida idea quel che è cambiato nell'esercito dal 1976 ad oggi.
però dal 1976 ad oggi dovrebbe (notare il condizionale!) esser cambiato qualcosa nell'organizzazione della protezione civile.
la mia domanda è: a tirar fuori gente dalle macerie e a transennare i centri storici ci devono andare i militari o gente che ha una minima idea di quel che fa? lo chiedo, non è una domanda retorica, magari mi sbaglio sui militari...
E' cambiato moltissimo, e non tutto in meglio. Si è passati da un esercito di leva che allora contava su un organico enorme ad un esercito di dimensioni contenutissime di professionisti o semi professionisti.
EliminaPersonalmente credo che quello attuale sia forse più spendibile militarmente, quello invece ai fini della gestione emergenze.
Ciao
Paolo
Grazie nonuna,
Eliminanon avevo notato il condizionale.
Grazie pure a PaoloVe.
Cri Tista
La festa del 2 Giugno va ripensata, credo che siamo tutti d'accordo su questo.
RispondiEliminaIl problema è che tutti parlano della parata ma non propongono alcun modo alternativo per celebrare il 2 Giugno!
Comunque continuo a pensare che noi Italiani non siamo un popolo che è felice della propria libertà ed indipendenza... Nemmeno sull'ordinamento Repubblicano che poi, in effetti, è la cosa che celebriamo il 2 Giugno.
---Alex
Sono abbastanza d'accordo con quello che osservi. Mondino d'accordo con il fare la parata. La parola giusta è "opportunità".
RispondiEliminaCiao, rmx
Condivido il post. Troppa gente usa strumentalmente il terremoto per prendersela con la festa della Repubblica. Molti di costoro hanno in odio tutto ciò che è Stato e non hanno neanche l'onestà di dirlo chiaramente.
RispondiEliminaT.
Ciao nucs,
RispondiEliminaanche a me le parate militari non sono mai piaciute. La festa della Repubblica dovrebbe essere la festa della Res-Publica, e secondo si dovrebbe festeggiarla nelle scuole e nelle università (dove si fa la cultura e si progetta il domani) negli ospedali e nelle case per anziani (dove ci si prende cura di chi ha bisogno) e in mezzo a tutte le associazioni di volontariato che si prendono a cuore la Res-Publica.
Io la festeggerei così.