mercoledì 30 maggio 2012

Parate arcaiche e sparate demagogiche

Le uniche parate sobrie che abbia mai visto sono state quelle di Dino Zoff”: battuta di Antonio Barbato, ripresa da Sandro Gilioli, che condivido.
Le parate militari non mi piacciono, sono un rito di un’altra epoca, di quando l’esibizione delle armi – “otto milioni di baionette!” – misurava la potenza di una nazione o di quando il blocco occidentale e il blocco orientale dovevano far vedere chi ce l’aveva più lungo e duro: visti i tempi, forse sarebbe più adeguato sfilassero gli operatori di borsa.
Del resto, il nostro è, per Costituzione, un Paese che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e il ruolo dell’esercito è completamente diverso da quello che potevano immaginare nel 1948, quando si svolse la prima di queste parate. E poco importa se alla sfilata partecipano anche i vigili del fuoco, la polizia municipale e la Croce rossa: ci sono altri modi con cui si può celebrare l’impegno di questi corpi, armati o non armati, e istituzioni.
Ciò premesso, tre brevi considerazioni a margine.
Il primo è che il dibattito è nato perché c’è stato il terremoto e, in modo demagogico e parecchio superficiale, si vorrebbe che venissero dirottati in Emilia i denari, in realtà già quasi tutti spesi, destinati al corteo: se la parata è giusto farla, è giusto farla a prescindere da un terremoto avvenuto pochi giorni prima (se fosse stato due settimane o un mese prima sarebbe cambiato qualcosa?); se non è giusto, non va fatta anche se non ci sono terremoti. A meno di non essere organizzati ancora come nel 1976, quando Forlani rinunciò alla vetrina dei carri armati per mandare i soldati tra le macerie del Friuli.
Il secondo aspetto è che quando si fanno queste proposte ci sono poi i malati di ideologismo che approfittano per rilanciare su altre feste: e allora niente 25 aprile (o niente Primo Maggio), dicono. Come se il 2 giugno fosse la festa non della Repubblica, ma delle forze armate e di chi veste una divisa con i gradi. Quando leggo certe controproposte, mi chiedo se in Italia sia ancora possibile ragionare in modo sereno sulle ricorrenze laiche che stanno alla base del nostro stare insieme.
Terzo e ultimo aspetto. Non vorrei che, con tutta questa discussione, poi ci fossero i soliti cretini che sabato prossimo troveranno modo di far cagnara sul corteo, magari contestando il Capo dello Stato. Cretini, sì, perché non soltanto farebbero pessimo servizio alla loro causa, ma, così facendo, contesterebbero non tanto la parata, quanto la Repubblica che dovrebbe essere festeggiata.

11 commenti:

  1. Sono d'accordo, e credo anche che nella proposta c'entri il Movimentismo di cui spero non saremo vittima, a breve.
    http://haisbagliato.blogspot.it/2012/05/2-giugno-no-2-giugno-si.html

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  2. Come non esser d'accordo!!
    http://continuationbet.com/article/Più-bello-e-più-sicuro-ecco-Pokeropoly-it-il-primo-sito-italiano-per-lo-staking--20338.html

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  3. Penso che questo sia un modo equilibrato di affrontare la cosa. Spesso, la voglia di qualcuno di sparare originalità genera polemiche inutili. Quanto alla parata militare, spero di vivere abbastanza da vederla sostituire con altro.

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  4. Grazie per questo genere di interventi; fanno bene al cuore.

    Mi spieghi, per cortesia, cosa è cambiato nell'esercito, a livello di organizzazione, rispetto al 1976?
    Ciao e grazie.

    Cri Tista

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    1. cri tista,

      non ne ho la più pallida idea quel che è cambiato nell'esercito dal 1976 ad oggi.
      però dal 1976 ad oggi dovrebbe (notare il condizionale!) esser cambiato qualcosa nell'organizzazione della protezione civile.
      la mia domanda è: a tirar fuori gente dalle macerie e a transennare i centri storici ci devono andare i militari o gente che ha una minima idea di quel che fa? lo chiedo, non è una domanda retorica, magari mi sbaglio sui militari...

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    2. E' cambiato moltissimo, e non tutto in meglio. Si è passati da un esercito di leva che allora contava su un organico enorme ad un esercito di dimensioni contenutissime di professionisti o semi professionisti.

      Personalmente credo che quello attuale sia forse più spendibile militarmente, quello invece ai fini della gestione emergenze.

      Ciao

      Paolo

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    3. Grazie nonuna,
      non avevo notato il condizionale.
      Grazie pure a PaoloVe.
      Cri Tista

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  5. La festa del 2 Giugno va ripensata, credo che siamo tutti d'accordo su questo.
    Il problema è che tutti parlano della parata ma non propongono alcun modo alternativo per celebrare il 2 Giugno!

    Comunque continuo a pensare che noi Italiani non siamo un popolo che è felice della propria libertà ed indipendenza... Nemmeno sull'ordinamento Repubblicano che poi, in effetti, è la cosa che celebriamo il 2 Giugno.

    ---Alex

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  6. Sono abbastanza d'accordo con quello che osservi. Mondino d'accordo con il fare la parata. La parola giusta è "opportunità".
    Ciao, rmx

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  7. Condivido il post. Troppa gente usa strumentalmente il terremoto per prendersela con la festa della Repubblica. Molti di costoro hanno in odio tutto ciò che è Stato e non hanno neanche l'onestà di dirlo chiaramente.

    T.

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  8. Ciao nucs,
    anche a me le parate militari non sono mai piaciute. La festa della Repubblica dovrebbe essere la festa della Res-Publica, e secondo si dovrebbe festeggiarla nelle scuole e nelle università (dove si fa la cultura e si progetta il domani) negli ospedali e nelle case per anziani (dove ci si prende cura di chi ha bisogno) e in mezzo a tutte le associazioni di volontariato che si prendono a cuore la Res-Publica.
    Io la festeggerei così.

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