lunedì 14 maggio 2012

Programmi

Di seguito, alcuni passaggi a caso estratti dai programmi presentati dai partiti politici italiani dal 2008 ad oggi. Così, tanto per vedere la coerenza tra quel che dicono oggi, quel che dicevano ieri, quel che fanno oggi, quel che facevano – o non facevano – ieri. O anche per misurare come è cambiato il termometro delle sensibilità su alcune questioni.

Ma non volevano abolirli?
Dimezzare il finanziamento pubblico ai partiti e renderlo proporzionale all’effettiva durata della legislatura
Italia dei Valori, 2011

Pensa se non gli avessero promesso l’aumento
Commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti più preparati e impegnati
Popolo delle Libertà, 2008

Uomo avvisato...
La Lega Nord è assolutamente contraria alla concessione di atti di clemenza (indulto, indultino, grazia e amnistia) e a qualunque forma di indulgenza nei confronti di chi si è macchiato di un reato
Lega Nord, 2008

C’eravamo tanto amati
Noi vogliamo creare un nuovo polo democratico, liberale, popolare, riformatore. Il nuovo Polo può rivoluzionare il panorama declinante del Paese
Alleanza per l’Italia, 2011

Chi s’accontenta (della riforma) gode
Introduzione di un reddito minimo di inserimento sul modello del ‘Reddito di solidarietà attiva’ per combattere la povertà e l’esclusione sociale, in particolare la povertà estrema e minorile
Partito Democratico, 2010

Quella sciocchezzuola del debito pubblico
Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari
Movimento 5 Stelle, 2009

Basta con l’opacità del potere
Non è vero che le debolezze della democrazia dipendono da una insufficiente concentrazione del potere, da un’impotenza del decisore. Esattamente al contrario, le debolezze della democrazia dipendono dalla opacità e dalla separazione del potere, dalla sua insufficiente diffusione e distribuzione”.
Sinistra Ecologia Libertà, 2010

Una riforma chiara e semplice
Occorre considerare il contesto di articolazione estrema dell’offerta politica in Italia per apprezzare come tale fattore unificante sia particolarmente utile, laddove esso è assicurato in altri contesti, come quello tedesco, dalla stessa condotta dei partiti e degli elettori, anche nella possibilità di scelte difformi, che però in quella esperienza restano di fatto limitate in dimensioni marginali. Ma soprattutto il testo contiene gli elementi di uno sviluppo, coerente e significativo, verso un equilibrio capace di raccogliere un più ampio consenso. In tale ottica, il sistema elettorale delineato risulta essere fondato sulla suddivisione per metà tra i seggi attribuiti in collegi uninominali, con formula maggioritaria, e quelli attribuiti nelle liste circoscrizionali, senza voto di preferenza orientata al criterio proporzionale con la previsione di una soglia di accesso – mediante clausola di sbarramento – fissata al 5% su base nazionale ”.
Unione di Centro, 2011

Volo basso
Riformare l’Onu, liberandone l’azione da condizionamenti e veti
Italia dei Valori, 2011

Io, quando faccio una promessa...
Costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti
Popolo delle Libertà, 2008

Violante chi?
La proposta che si avanza presenta di conseguenza un mix per l’assegnazione dei seggi mediante tre diversi canali: collegi uninominali maggioritari con doppio turno, quota proporzionale distribuita su base circoscrizionale, quota nazionale di compensazione”.
Partito Democratico, 2011

Come in Germania, preciso identico
Abolizione dei pedaggi autostradali in Padania
Lega Nord, 2008

1 commento:

  1. sul discorso carceri siamo veramente un paese da terzo mondo e l'ex-ministro della giustizia, poi passato alla guida del pdl per esigenze di delfinato senza quid, aveva anche promesso nel 2008, dopo l'ennesima rivolta per le condizioni disumane di detenzione, che sarebbero state subito assunte 3000 guardie carcerarie....
    ma del resto anche la riforma della giustizia di quel governo era la priorità numero uno e sappiamo com'è finita.

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