giovedì 31 maggio 2012

Salutiamo con affetto i cronisti giudiziari italiani

Claudio Cerasa, blogger fogliante, ironizza sulla magistratura dopo alcune assoluzioni celebri.
Io dico che invece questo è un segno del buon funzionamento di questo potere in Italia e del garantismo presente nel nostro ordinamento. I giudici non sono lì né per confermare le ipotesi di lavoro dei pubblici ministeri, né per soddisfare i desideri di giustizia - talvolta sommaria - dei parenti delle vittime o di una opinione pubblica assetata di scandali. I giudici sono lì per fare giustizia. E il fatto che le loro sentenze talvolta vadano contro le richieste dei procuratori conferma che non c'è quella collusione nei tribunali che qualcuno vorrebbe farci credere. Insomma, sarebbe ora di finirla con questa storia per cui - a dar retta a certi politici e a certi giornali - se un tizio famoso viene condannato è la prova che pm e giudici se la intendono e se un tizio famoso viene assolto allora la magistratura italiana è malata. 
Io rovescerei il discorso di Cerasa e direi: salutiamo con affetto la cronaca giudiziaria dei giornali italiani. Che in tanti, troppi, casi famosi ha dato pessima prova di sé. Pronta a pubblicare stralci di intercettazioni che non c'entrano una beata cippa con i reati contestati, pronta a scavare nel privato di uomini e - soprattutto - donne alla ricerca del particolare pruriginoso che fa vendere qualche copia in più, pronta ad abbandonare il garantismo e a colpevolizzare qualcuno se la vicenda "tira" o se fa comodo a una parte politica e sempre indietro nel riferire quali sono i veri problemi con cui si confrontano tribunali e procure d'Italia ogni giorno.

9 commenti:

  1. clap clap clap!

    vale

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  2. mi spiace ma non sono d'accordo:
    - cerasa non mi piace, soprattutto per i toni, e certamente non si valuta l'operato della magistratura inquirente sulla base di una lista di errori giudiziari; però il modo di procedere della nostra magistratura inquirente, non solo nei casi di clamorosi errori giudiziari ma in quasi tutte le inchieste, è effettivamente inadeguato quando non del tutto inaccettabile: indagini confuse, atti d'inchiesta regolarmente trasmessi alla stampa prima che agli avvocati, protagonismo dei pm che sfocia nel patetico. in nessun paese civile ci sono tanti magistrati che si buttano in politica, in nessun paese civile la prassi è che le indagini si fanno sui giornali. da noi ci sono giornali come il fatto o repubblica che su questa prassi letteralmente ci campano
    - la mancata separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante è un ostacolo oggettivo all'equità dei processi. per non riconoscerlo bisogna essere o del tutto ignari di quello che accade (da noi e altrove) o in malafede, per faziosità o per interesse corporativo. Il fatto che le richieste dei PM "talvolta" non siano accolte non conferma un bel nulla (quello sì è un ragionare da cerasa)

    insomma Cerasa sbaglia i toni e gli argomenti, ma tu nel rispondergli sbagli nella sostanza. Il problema della giustizia è gravissimo e merita riflessioni più serene

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    1. enrico,
      parte di quel che metti in evidenza - indagini confuse, atti d'inchiesta trasmessi alla stampa prima che agli avvocati, protagonismo - è vero. così come è vera la lentezza dei processi penali e civili.
      sono problemi che vanno affrontati. non credo che la separazione delle carriere possa essere un rimedio: non credo, per fare un esempio, che l'inchiesta di garlasco o quella su rignano sarebbero state condotte meglio se i pm avessero avuto una carriera separata dai giudici.

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  3. no, certo, infatti è sbagliato ragionare per esempi.
    la separazione delle carriere è importante per (almeno) 3 aspetti:
    - elimina un oggettivo elemento di squilibrio tra accusa e difesa, che non è detto incida sempre ma spesso sì
    - riconosce la diversità di contenuti e competenze dei due ruoli, consentendo lo sviluppo di migliori professionalità. I due mestieri sono radicalmente diversi, e sempre più lo saranno
    - consente di isolare la magistratura giudicante, quella più sensibile ai rischi di immagine e credibilità perche deve non solo essere ma anche apparire imparziale, dalle pressioni (mediatiche e non solo) tipiche della fase inquirente, che per sua natura impone molto spesso decisioni affrettate e comportamenti meno equilibrati

    Ci aggiungerei un quarto aspetto, di cui non so bene valutare il peso ma che penso non sia irrilevante: riconoscere la diversità dei due ruoli renderebbe più facile l'adeguamento delle procedure, che oggi sono poco efficaci e la cui riforma è spesso rallentata da fraintendimenti su compiti ed obiettivi.

    Non è un caso del resto che a mantenere la separazione delle carriere siano rimasti praticamente solo gli italiani (anche molti paesi non di diritto anglosassone ce l'hanno) e che pure da noi a difenderla siano i palamara e i dipietro, non i pisapia i nordio ed i davigo.

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    1. In Italia il sistema è talmente incancrenito che paradossalmente bisognerebbe chiudere tutte le procure e trasferirne le competenze all'Avvocatura dello Stato.

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  4. "Io dico che invece questo è un segno del buon funzionamento di questo potere in Italia e del garantismo presente nel nostro ordinamento"

    Dominique Strauss-Kahn fu accusato e incarcerato il 14 maggio 2011, rilasciato il 1° luglio, e infine le accuse furono definitivamente ritirate il 23 agosto. Meno di tre mesi.

    Facciamo finta che il fatto non fosse avvenuto a New York ma in Italia. DSK sarebbe tuttora in galera, l'anno prossimo verrebbe rinviato a giudizio, fra due anni e mezzo verrebbe condannato in primo grado, fra cinque assolto in appello (e finalmente liberato), infine fra otto la cassazione confermerebbe che l'indagine era stata fatta male, che non ci sono le prove dell'innocenza, ma che tuttavia il reato è prescritto. Nel frattempo la cameriera è diventata deputata dell'IdV e tiene un blog sul sito del Fatto Quotidiano. Strauss-Kahn si è ammalato di cancro, ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritto dell'uomo e gli è stato riconosciuto un risarcimento di 35000 euro. E il famoso blogger francese ce-n'est-pas-une-chose-serieuse scriverà: "Vous voyez, l'affaire DSK preuve l'efficacité et le garantisme de la justice italienne!".

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    1. philip,
      leggi il commento sopra: non nego affatto il problema della lentezza dei processi.

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    2. si ma fammi capire, nonunacosaseria: tu sei veramente contrario alla separazione delle carriere? davvero non ne vedi l'urgenza? davvero pensi che il problema "sia ben altro" e che si possano lasciare le cose come stanno? fatico a crederlo

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