giovedì 3 maggio 2012

Se Grillo scopre l'obbligatorietà dell'azione penale

Stamani, mentre andavo da un cliente, ho sentito al giornale radio che il noto tribuno del popolo, sotto processo, ha dichiarato: “non puoi mettere in moto una causa che costerà centinaia di migliaia di euro per la rottura di un sigillo”.
Lì per lì ho pensato fosse una frase di buonsenso. Poi, però, ci rimuginavo perché qualcosa non mi tornava.
Sbaglierò, ma il punto, a mio avviso, non è il rapporto tra i costi di un processo e la gravità del reato, ma se siamo d’accordo o meno sull’obbligatorietà dell’azione penale e se essa sia un investimento oppure un costo.
Nel primo caso, deve esserci indifferente tutto il resto: il principio dell’uguaglianza e il principio di legalità sono valori in sé e devono essere tutelati, per quanto l'obbligatorietà sia evidentemente impossibile da applicarsi e ogni pubblico ministero finisca con l’avere un suo personalissimo criterio di priorità (talvolta discutibile, proprio perché soggettivo). 
Se invece non siamo d’accordo con l’obbligatorietà dell’azione penale e pensiamo che essa sia un costo, cambia anche il discorso. Però allora mi si deve dire dove sta il confine tra spese di istruzione di un processo penale ed entità del reato.
Tutto ciò non significa, ovviamente, che si possa spendere e spandere allegramente in processi. Anzi, se c’è il modo di risparmiare sull’amministrazione della giustizia e renderla più efficace ed efficiente è doveroso farlo.
Purtroppo, non sappiamo se il tribuno di cui sopra sia favorevole o meno all’obbligatorietà dell’azione penale, né cosa proponga per ridurre i costi processuali (al di là di annunciare che il procedimento che lo riguarda avrebbe dovuto essere gestito da un giudice di pace), perché nel programma del suo movimento - quel programma che dovrebbe risolvere i problemi dell'umanità -  non si fa menzione dei problemi legati all’amministrazione della giustizia.

p.s.: tre giorni fa, più o meno a quest’ora (pausa pranzo), ho postato un pensiero critico sul programma del movimento che fa capo al noto tribuno. Alcuni hanno ribattuto dicendo che è molto più bello dei programmi degli altri partiti, ma senza spiegare perché e in cosa è più bello; altri hanno commentato dicendo che avrebbero risposto nel merito alle mie critiche. Io son qua che ancora aspetto...

13 commenti:

  1. Un programma non dovrebbe rispondere a criteri estetici. Anche per il resto, mi pongo le tue stesse domande e ...non ho risposte.

    RispondiElimina
  2. sono personalmente contrario all'obbligatorietà dell'azione penale, fatta eccezione naturalmente per i reati più gravi, e non per ragioni di costo. La trasparenza delle decisioni conta di più dei principi astratti: se un PM decide di perseguire un reato anzicheè un altro deve essere tenuto a spiegare il perchè secondo criteri di fatto (es. la rilevanza del reato, che non è la stessa cosa della gravità, la probabilità di arrivare in fondo all'istruttoria con concrete speranze di successo, l'importanza dell'inchiesta per agevolare altre inchieste su reati più gravi, ecc.), e deve sottoporre la sua intenzione al vaglio del responsabile della Procura. Credo che negli USA sia già più o meno così

    RispondiElimina
  3. l'obbligatorietà dell'azione penale è una chimera in Itaglia, visto che i procuratori lavorano a "cassius de canem", diciamo che se Grillo attraversa quando è rosso al semaforo lo processano , mentre altri che hanno fatto reati tipo Vilipendio alla Bandiera e/o al presidente della repubblica ( o contro la magistratura) misteriosamente non vengono neanche sentiti in procura.
    Diciamo che adesso è di moda accusare Grillo, all'atto pratico non cambierà niente, ha i legali e i soldi per tutelarsi, se succedesse ad una persona normale la causa per la rottura di un sigillo (anche se fatta per errore o da sconosciuti) farebbe perdere molto tempo e , soprattuto, soldi.
    Berlusconi non è finito in galera solo perchè aveva molti appoggi e ha speso (parole sue) duecento milioni di euro in avvocati.

    RispondiElimina
  4. @Robertone
    Due cose: Grillo viene processato non perchè ha attraversato col rosso, ma perchè lo ha fatto "coram populo" con tanto di annunci, filmati, dichiarazioni roboanti e prese per il culo dei carabinieri... difficile per il magistrato fare finta di niente; anche Bossi (tanto per non fare nomi) ha fatto le stesse cose. La differenza è che lui è "già" un parlamentare, e la legge in sostanza glielo permette (Costituzione, Art. 68 "I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse... nell'esercizio delle loro funzioni - p.e. durante un comizio elettorale). E comunque mi sembra di ricordare il famoso magistrato Papalia di Verona, che aveva avviato varie imputazioni nei confronti delle sparate dei leghisti.

    RispondiElimina
  5. L'obbligatorietà dell'azione penale è un alibi per coprire la totale discrezionalità della magistratura .
    Una volta tanto sono d'accordo con grillo .

    RispondiElimina
  6. I sigilli sono stati divelti dal vento, quando grillo é arrivato erano già rotti. Notizia ANSA, non mia. Processo inutile, buono solo a far pubblicità negativa al grillo " grillo parcheggia il camper contromano".
    In merito ai programmi , se dovessi controbattere o confrontarli , mi basta per farla breve che non siano fatti da gente che ha rubato e governato fino ad ieri.
    Lauree in Albania docet.

    Simon B.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Simon B.
      per cui, se Tizio - incensurato e mai al governo - si presenta putacaso con un programma che prevede di sostituire l'euro con il baratto e vuole chiudere tutti gli ospedali pubblici, tu lo preferisci a Caio - che in passato ha avuto qualche guaio penale legato a una sua attività di governo - che propone, per uscire dalla crisi, la ricetta del premio Nobel per l'economia e di migliorare gli ospedali pubblici?

      Elimina
    2. Non voglio litigare per carita',ma io al momento di meglio non ci vedo nulla del m5s.
      uno vale uno.
      Simone B.

      Elimina
    3. Simone B.
      non vedo perché bisognerebbe litigare. rispetto la tua opinione, però - non ti offendere - la trovo anche ben poco motivata. mi pare più un atto di fede che una scelta politica, ecco.

      Elimina
    4. Forse perche'ne abbiamo le scatole piene e ci vuole gente che è "fuori dalla compagnia"? perche' quella volta che non vedo il tg di sky ma gli altri mi viene da vomitare?
      Non posso parlare ma, il sistema si basa su persone che hanno TUTTO da perdere.
      Almeno si spera(per il momento) loro NO!

      Simone B.

      Elimina
    5. Simone B.,
      quando venne fuori la Lega era gente fuori dalla compagnia...
      tutti ne abbiamo le scatole piene, pure io che pure continuo a votare certi partiti ne ho le scatole pienissime. forse anche più di te. ma proprio perché ne ho le scatole pienissime che non voglio buttarmi in mano al primo demagogo che passa e che, soltanto per essere "fuori dalla compagnia", si sente in diritto di fare quel che ad altri non sarebbe permesso.

      Elimina
  7. Ho una domanda, che non vuole essere una provocazione, sono serio.

    Premessa:
    Non ho potuto votare per Berlusconi nel 93 perché andavo alle elementari, per cui di quel periodo mi ricordo solo l'atmosfera che regnava in famiglia e fuori, ma non avevo chiaramente potuto sviluppare analisi oggettive e critiche di chi fosse quell'imprenditore, e che cosa proponesse.
    Ho sempre avuto l'impressione che il "target" delle campagne del biscione fossero le persone sulla quarantina, come mio padre all'epoca, a causa delle parolacce che biascicava davanti ai tg quando si parlava di Tangentopoli.

    Vedendo invece l'attuale Movimento 5 stelle - e Grillo - ho la sensazione che il target siano i giovani della mia età, disillusi dalla politica per come l'hanno vissuta nel ventennio berlusconiano.


    Svolgimento:
    Come si fa a dire che i due tizi, Berlusconi e Grillo, siano simili... quando mirano a prendere il voto due gruppi ben distinti?
    Sono forse simili i ventenni di adesso ai quarantenni di allora?
    Oppure ho sbagliato io nella premessa, ed il target di Berlusconi all'epoca erano i paninari che aveva creato lui attraverso la tv?

    RispondiElimina