C’è
un vecchio racconto di Stefano Benni che descrive l’incazzato da
bar e, soprattutto, la dinamica dei suoi ragionamenti. Il discorso
tipico di questo personaggio, in linea di massima, segue la seguente
logica: “i controllori di volo guadagnano dieci volte me, ma io
devo pagare la tassa sui rifiuti anche per la spazzatura che fanno i
marocchini, e per avere un idraulico o la Tac devo far domanda su
carta bollata e le auto blu, alla fine, chi le paga?”
Ecco,
la stessa dinamica la ritrovo spesso nei post di Beppe Grillo: quellodi oggi, per esempio (che ha qualche somiglianza pure con quella
vecchia e celebre barzelletta del carabiniere che scopre l’esistenza
dei sillogismi).
Si
parte dall’autorizzazione all’arresto di Lusi (boccone piuttosto
indigesto per chi aveva puntato sul salvataggio del senatore).
Si
fa tappa dalle parti di Craxi e Mario Chiesa, che c’entrano una
cippa.
Si
sfiorano Gaspare Pisciotta, Michele Sindona e don Verzè, che non
soltanto c’entrano una cippa, ma presuppongono un’illazione
pesantissima (sugli ex Margherita) che va ben oltre la ruberia e la
corruttela.
Si
conclude tirando in ballo – a capocchia – Corte costituzionale e
presidente della Repubblica (a capocchia, sì: perché si ignorano
competenze e modalità di coinvolgimento di queste istituzioni).
Il
tutto serve soltanto per far aumentare l’indignazione del
lettore-adepto nei confronti di “quelli là”: politici,
istituzioni e tutto quel che non è ricompreso nel piccolo universo
autoreferenziale del grillismo.
Dimenticavo.
Il racconto di Benni si conclude con un ingorgo sulla strada causato
da una Panda rossa posteggiata in modo tale da bloccare il passaggio
dell’autobus: è l’automobile dell’incazzato da bar.
Più che "lettore-adepto", io direi "cliente". Il lettore del blog di Giuseppe Grillo è un cliente, che vuole acquistare un determinato tipo di merce; Giuseppe Grillo (o i suoi ghostwriters) lo sa e gli sistema sugli scaffali la merce che vuole, confezionandogli su misura post pieni di sana indignazione e liberi da qualsiasi logica, perché la logica è superflua e serve solo a rovinare il sapore degli ingredienti, che invece si amalgamano così bene nei suoi prodotti. Così il cliente trova il prodotto che stava cercando, lo gusta con somma soddisfazione e il giorno dopo ritorna, per comprare di nuovo.
RispondiEliminaPer certi versi, è il rapporto che intercorre tra spacciatore e drogato.
Geniale analisi.
Elimina"Si parte dall’autorizzazione all’arresto di Lusi (boccone piuttosto indigesto per chi aveva puntato sul salvataggio del senatore)."
RispondiEliminaSe anche tu (tu come tanti di area PD) parli, nei casi di autorizzazione all'arresto di un parlamentare, di "salvataggio" dello stesso qualora l'autorizzazione non venga concessa, hai in te i presupposti dell'antipolitica che periodicamente critichi. Perché il linguaggio, che altro non è che l'estrinsecazione di ciò che uno pensa, anche se non necessariamente in maniera esplicita o cosciente, mostra che in quest'ottica la normalità delle cose dovrebbe essere mettere il parlamentare in galera, mentre appunto il decidere altrimenti diviene un salvataggio, cioè un'eccezione, un'ingiusta deviazione dal normale corso delle cose, un ingiusto privilegio che lo mette al di sopra della legge.
Perché se il magistrato chiede l'arresto date per scontato che abbia ragione, e che l'aula nel negarlo stia facendo un ingiusto favore di casta, con ciò ostruendo la giustizia.
L'incazzato da bar è stato allevato nelle case del popolo.
philip,
Eliminastavo semplicemente citando il post del giorno precedente di grillo, nel quale aveva previsto appunto il "salvataggio" per motivi di convenienza chiamiamola così penale.
comunque sì, considerato che se lusi fosse stato un consigliere regionale o comunale anziché un parlamentare sarebbe stato messo in galera senza troppe discussioni, è corretto parlare di salvataggio. possiamo intavolare una discussione sulla carcerazione preventiva e dire che non è giusto mettere in carcere una persona prima di essere giudicata, ma questo ci porta su un altro problema.
i parlamentari dovevano soltanto giudicare se c'era fumus persecutionis nei confronti di lusi. hanno votato che non c'era. e io sono d'accordo con loro perché, ripeto, se lusi fosse stato un "nonparlamentare", sarebbe stato arrestato.
e questa non è antipolitica.
Aggiungo inoltre che se io o NUCS o PMS o altro comune cittadino si fosse "impelagato", per usare un termine soft, come ha fatto Lusi, non ci sarebbe stato bisogno di quella votazione e saremmo stati sbattuti in galera senza troppe chiacchiere. Anche in questo i nostri parlamentari si dimostrano solo dei cialtroni visto che in questi anni hanno sparato a 0 contro l'uso del carcere preventivo in particolar modo da Mr. B. che PMS di cui spesso prende le parti: Bastava semplicemente riformare, rivederne i termini per tutti parlamentari e non. Ma è chiaro che anche questo sarebbe stato un provvedimento anti-popolare e che avrebbe fatto perdere voti al cdx. Quindi torna sempre il conto di puntare il dito contro per 17 anni salvo poi fare le solite chiacchiere da bar.
EliminaSaluti, rmx
@ rmx
Elimina"Bastava semplicemente riformare, rivederne i termini per tutti parlamentari e non"
Ok, riprendiamo il decreto Biondi del 1994 e trasformiamolo pari pari in legge. Il PD ci sta?
"se lusi fosse stato un consigliere regionale o comunale anziché un parlamentare sarebbe stato messo in galera senza troppe discussioni, è corretto parlare di salvataggio."
RispondiEliminaSe un magistrato ricevesse una notizia di reato (fondata o meno che fosse) riguardante il presidente della repubblica (ehm, ehm...), e in virtù della Costituzione l'archiviasse, nessuno parlerebbe di "salvataggio" di Napolitano.
"i parlamentari dovevano soltanto giudicare se c'era fumus persecutionis..."
Il 3 maggio 2012 il Giudice per le indagini preliminari di Roma, su richiesta della procura indagante, ha inviato al Senato la richiesta d'arresto per il pericolo di inquinamento delle prove. Il 20 giugno è stato concesso l'arresto. Sono passati 46 giorni, un lasso di tempo più che sufficiente per inquinare le prove. Detto lasso di tempo è un fatto assolutamente normale quando vengono richieste misure cautelari nei confronti dei parlamentari. La conseguenza ovvia ed evidente è che una richiesta di misura cautelare nei confronti di un parlamentare è sempre inutile rispetto alla sua finalità. Ciò il magistrato lo sa perfettamente. E allora se il PM sa di chiedere e il GIP sa di concedere una misura inutile, siccome si presume che costoro non siano dei cialtroni che chiedono e approvano misure cautelari a cuor leggero, la finalità è solo quella di sbattere la persona in galera. Ovvero: fumus persecutionis. Anzi, togli pure il fumus.
Il fatto poi che se Lusi non fosse stato parlamentare sarebbe stato messo in galera non significa affatto che non ci fosse il fumus persecutionis. Significa solo che i parlamentari, in ragione del loro mandato politico, hanno una tutela in più rispetto ad esso. Così come il presidente della repubblica è ancora più tutelato.
Naturalmente non mi aspetto che l'antipolitica da bar mi segua in questo ragionamento. Ma da un partito che si ispira ai democrat americani invece sì. Se però detto partito tratta l'argomento adottando lo stesso linguaggio dell'antipolitica, esso ha nei suoi confronti già alzato bandiera bianca. E il caso Lusi lo conferma. Così come a suo tempo lo confermò il caso Del Turco.
Perché se un diniego è un "salvataggio" tu postuli il non diritto politico del parlamento a decidere in libertà. Pensaci bene: quando mai, allorché un GIP non concede un arresto cautelare, si dice che detto giudice avrebbe "salvato" l'imputato?
La vogliamo dire tutta? L'antipolitica è figlia della cultura socialista, fascista e comunista stradiffusa in questo paese.
philip,
Eliminasul punto 1 confondi l'immunità parlamentare con l'immunità presidenziale. e, soprattutto, confondi l'immunità presidenziale funzionale con quella extra-funzionale.
sul punto 2 è colpa del gip se tra richiesta di arresto e voto in aula son passati 46 giorni?
poi: io non ho mica scritto che deve essere abolita l'immunità parlamentare. ma l'immunità parlamentare vige per le funzioni, non se uno ruba al di fuori delle sue funzioni. in tal caso, è giusto che ci sia l'autorizzazione con il parlamento che liberamente valuta se c'è fumus oppure no.
il diniego non è un "salvataggio". dico, però, che in questo caso lo sarebbe stato.