Vogliamo
analizzarla insieme?
Il
presupposto
Una
settimana fa, Luca Telese ha comunicato le proprie dimissioni dal
giornale diretto da Antonio Padellaro in aperta polemica con lo
stesso Travaglio perché, tra l’altro, troppo vicino al Movimento 5
Stelle. In redazione l’hanno presa bene, prima dedicando all’ex
collega una sorta di necrologio e poi – per autoironia o spregio non è
dato sapere – producendo due paginate di intervista all’ex comico
genovese, affidata proprio al vicedirettore.
Le
domande
Per
motivi inspiegabili e misteriosi, nel corso della lunga conversazione
Travaglio non ricorre ai suoi soliti calembour e non deforma il nome
di Grillo e di nessuno del suo entourage. Le domande, però, sono in
linea con lo stile aggressivo e incalzante del giornalista schiena
dritta per antonomasia, quello che fa le pulci a tutto e non si fa
gabbare da interlocutori che svicolano alle domande più cattive.
“Come
te lo immagini il prossimo Parlamento?”, “ci vorrà anche
un programma”, “i candidati come li sceglierete?”,
“non temi qualche polpetta avvelenata? Nei cambi di regime, chi
rompe lo status quo rischia”, fino all’imbarazzante questione
per la quale Travaglio ha rischiato un sonoro vaffa da Grillo: “il
rischio (e qui già immaginiamo i brividi di paura e delusione
lungo la schiena dell’intervistatore alla sola prospettiva che
un’ipotesi del genere possa avverarsi, ndb) è che fra qualche
mese scavalchiate pure il PD”.
Non
siamo arrivati in fondo all’intervista perché sconvolti da tanta
aggressività e quindi non abbiamo letto le numerose domande
riguardanti i discorsi sulla mafia, il rapporto con il fisco
italiano, le palline per i detersivi, le contestazioni dei vari
fuorusciti dal M5S, gli immigrati e il diritto di cittadinanza, le
sortite di qualche iscritto al movimento sui matrimoni tra gay e
altre cosucce secondarie di cui pure i maligni hanno ingenerosamente
parlato in queste ultime settimane.
Le
risposte
A
tali corpose domande seguono risposte non meno efficaci. Grillo è
sempre esauriente ed esaustivo, per esempio quando parla della scelta
delle candidature al Parlamento: “abbiamo otto mesi per
decidere. Su 200mila iscritti troveremo i nomi giusti”. Idee
chiare su tutto, a partire dalle procedure per gli eventuali ministri
in caso di vittoria alle elezioni: “ci vuole una selezione molto
più stringente: vedremo”. Pane al pane e vino al vino, non
certo come Bersani e i politici vecchio stampo: “le alleanze,
certo, se necessario le faremo, ma solo sulle cose da fare”.
Pure sull’euro, il cui abbandono è stato ripetutamente evocato
dalle pagine del blog: “ci mettiamo a tavolino con gli altri e
facciamo i conti dei pro e dei contro, dei costi e dei benefici. Non
ho soluzioni in tasca bell’e pronte, ma voglio che i cittadini ne
discutano”. E anche il rapporto con Casaleggio viene sviscerato
in maniera franca e trasparente, senza sottrarsi alle accuse che
negli ultimi tempi pure sono fioccate: “ahaha Casaleggio viene
dipinto come una figura luciferina, misteriosa, oscura. Sarà, ma
sono anni che lo rivoltano come un calzino e non gli han trovato un
belino di niente fuori posto. Mai vista una vita più normale,
ripetitiva e noiosa della sua. Va in ufficio la mattina, lavora tutto
il giorno, la sera torna a casa dalla moglie e dal bambino. Un
persuasore talmente occulto che non riesce nemmeno a convincere la
moglie a seguirlo nella casa di campagna. Ogni tanto mi chiama
dall’orto e mi chiede di andare a fargli compagnia” (la
domanda in stile grillotravagliesco sorge spontanea: braccia rubate
all’agricoltura? ndb).
E
insomma, morale della favola, una pagina – anzi, due – di grande
e imparziale giornalismo da parte dell’erede di Biagi e Montanelli.
Buondì,
RispondiEliminabel post, condivido tutto.
Saluti
Tommaso
L'incontro di due diverse forme di qualunquismo: Grillo un po' alla Poujade, sanguigno e populista, e Travaglio un po' alla Guglielmo Giannini, elitario/spiritoso. Fu Giannini il primo a storpiare i nomi degli avversari (Calamandrei-Caccamendrei, Salvatorelli-Servitorelli e così via). In realtà Grillo oltre che a Poujade, si ispira chiaramente soprattutto a Coluche, anch'egli comico, e del quale ha ripreso pedissequamente molti slogan. Insomma tutto già visto... casomai la cosa incredibile è che nel delirio di commenti sulla "novità" del grillismo nessuno abbia finora citato i suoi due grandi ispiratori, appunto Poujade e Coluche.
RispondiEliminaGentuccia. Assolutamente niente di interessante, né di importante o pertinente. Comparsate mediatiche autoreferenziali e niente più.
RispondiEliminaMolto divertente!
RispondiEliminaanche dal blog di Mantellini c'è un'interessante confronto tra le domande fatte e quelle che si sarebbero dovute/potute fare da parte di MT, giornalista che non fa sconti proprio a nessuno!
Qui, di ieri:
http://www.mantellini.it/?p=20357
ciao
Francesca
Quelli di libero e il giornale hanno fatto la stessa analisi fatta da te e da tutti i PDboys. Per me basta questo.
RispondiEliminaDavide
Nel gruppo delle opinioni contro il neo eletto "governo dei banchieri", il blog di Grillo faceva compagnia a: Forza Nuova, Borghezio, Scilipoti, La Russa, Ferrara, Sallusti, Casa Pound e i "signoraggisti" (Marra e altri fasci tipo "Lo sai") .
EliminaAnche a me basta questo.
Cri Tista
@ Davide
RispondiElimina@ Cri Tista
Chi si accontenta gode... :)
Sandro 59.
:-)
EliminaDel resto, c'è crisi.
Cri Tista
Ragazzi, a me sembrate tutti in preda ad una crisi di nervi. Capisco che vedere che il Pd è bloccato al 25% dopo undici anni di disastri berlusconiani rovini la digestione a chi in perfetta buona fede ha fatto tanto per cercare di far andare le cose diversamente, ma la rabbia andrebbe diretta verso i veri responsabili di queste cose. Invece di prendervela con Grillo, che è solo un termometro, prendetevela con la malattia, che si chiama obbiettiva connivenza del Pd.
RispondiEliminaPunto secondo: ma avete letto bene l'intervista? Se non vi piacciono le risposte di Grillo, è una vostra legittima opinione, ma è inutile che ve la prendiate con le domande, che toccano tutti i punti su cui la pubblica opinione avanza (legittimi) dubbi circa un M5S al 15%.
Punto terzo: Travaglio non sarebbe imparziale e non farebbe il giornalista con la schiena dritta? Vi faccio notare che la schiena dritta non si dimostra con chi non ha alcuna responsabilità né potere, ma con quelli che il potere ce l'hanno e lo usano anche arbitrariamente, come si vede nella gestione della tv di stato, regolarmente lottizzata anche dal pd.
Capisco l'invidia per un giornalista di successo, ma un minimo di obbiettività in più non guasterebbe.
By Silvio
bentornato Silvio,
Eliminail PD e i suoi numerosi errori c'entrano come i cavoli a merenda. E pure l'invidia non vedo cosa c'entri.
la questione ruota su due aspetti. da un lato le domande di Travaglio, dall'altro le risposte di Grillo.
Le domande: Travaglio in TUTTI i suoi editoriali (scritti o recitati) ci frantuma gli zebedei con questa storia che lui e quelli del Fatto sono gli unici giornalisti indipendenti al mondo, proni a nessuno. E, di tanto in tanto, lui stesso si diverte a sbertucciare con il massimo del sarcasmo le interviste dei colleghi di altre testate. Per cui, uno si aspetta che nel momento in cui è lui a intervistare le domande siano di altro tenore. Invece, siamo alle non-domande e a un atteggiamento per il quale qualcuno si è chiesto "ma era Travaglio che intervistava Grillo o Vespa che intervistaba Berlusconi?". E non sono d'accordo che esse abbiano toccato "tutti i punti": apri il link ("altre cosucce necessarie") che rimanda a un blog che non è proprio piddino...
Le risposte. Se Bersani avesse detto sulle candidature o sulle nomine di ministri "vedremo", probabilmente Travaglio (e non soltanto lui, ma anch'io e tanti altri) ci avrebbe confezionato un editoriale sulle primarie promesse e non concesse. Invece qui Grillo risponde "vedremo" e si passa alla domanda successiva come niente fosse. Così come sulle altre questioni, da quelle programmatiche a quelle sul ruolo di Casaleggio.
Tanto per fare un esempio (uno su tanti): ma come? Hai scritto tutta una serie di post sulla necessità di uscire dall'euro e ora vieni a dire "ci metteremo a tavolino, vedremo come fare, l'importante è che la gente ne parli"? E tu, intervistatore, accetti una spiegazione simile senza dire peh?
Continuo a pensare che leggi le risposte contrariato dall'opinione preconcetta sul personaggio che risponde, il che è ovviamente legittimo e anche parzialmente giustificato dall'obbiettiva evasività di alcune risposte. Ma questo non ha niente a che vedere con le domande, su cui il giudizio sferzante dipende da un'ostilità a priori. Ho letto il link ad "altre cosucce" e anche chi ha scritto quello ha letto l'intervista almeno in parte acciecato dai propri pregiudizi. In parte, comunque, perché ti concedo che alle domande n. 4, 5 e 7 sarebbe stato interessante sentire la risposta. Le altre, o sono irrilevanti, o sono desumibili dall'intervista di Travaglio (ancorché possa non piacerne la risposta). Tutto ciò naturalmente, per coloro cui interessa ciò che Grillo ha da dire... per tutti gli altri, allora va bene il delirio che ha pubblicato Facci nel suo blog su questo argomento
EliminaBy Silvio
silvio,
Eliminapuò darsi, certo, che siamo noi ad avere dei preconcetti. possibilissimo, probabilissimo.
però io mi chiedo per quale motivo siano sempre i non grillini ad avere preconcetti ogni volta che che un grillino legge una critica a grillo (e lo stesso dicasi per i travaglisti su travaglio).
Sono d'accordo un intervista in ginocchio. Come sono d'accordo con le osservazioni del blog di Mantellini.
RispondiEliminaMa le domande giuste vanno fatte a chi è autore di aver condotte la nave Italia contro gli scogli (quanti Schettino!). Per esempio:
Come è che nonostante la legge di iniziativa popolare che Beppe Grillo presentò nel 2007, e dimenticata al senato da tutti PD compreso, ora si tiri fuori una legge (Votata anche dal PD) che propone la non candidabilità di chi è stato condannato in via definitiva SOLO dal 2018?
Perché da subito non andava bene?!!...
Sono convinto che il PD in merito si giustificherà come al solito in maniera penosa dicendo che questo era meglio di niente.
rmx
PS Per cronaca io sono per la non candidabilità anche per chi è in attesa di giudizio: Prima chiarisci la tua posizione poi proponi la tua candidatura.
PPS Se volete un'altra intervista in ginocchio c'è pure questa, e a proposito del passaggio sui processi pubblici c'è chi lo sta facendo. Troppo comodo rifugiarsi solo dietro alla responsabilità politica, ma se si combinano disastri non si paga mai.
rmx
RispondiEliminasulla questione della candidabilità del 2018 credo sia giusto fare un po' di chiarezza.
non è che la norma dice "dal 2018 si fa così". si tratta di una legge delega che impegna il governo ad adottare entro un anno un testo unico sulla incandidabilità. si tratta di un limite temporale ampio, bastava dire sei mesi anziché un anno (e mi chiedo anche se era davvero necessario fare un decreto legislativo e perché non poteva essere inserito come articolo nel ddl approvato in questi giorni), ma in tal caso non sarebbe stato approvato per l'opposizione del pdl. ieri comunque è stato approvato un odg che impegna il governo ad esercitare la delega in tempo utile per le prossime elezioni. non dico chi ha presentato l'odg, ma è facilmente immaginabile.
per quanto riguarda la non candidabilità di chi è in attesa di giudizio, in linea etico/morale sono d'accordo con te: dal partito che io voto pretenderei che chi è in tale condizione non sia nemmeno preso in considerazione. dal punto di vista giuridico, però, credo proprio che sarebbe incostituzionale fare una legge del genere perché va a cozzare con la presunzione d'innocenza.
NUCS
RispondiEliminanon è solo "dal partito che io voto" che mi aspetto una cosa per me sacrosanta, ma da tutta la politica. Poi leggi queste cose e capisci che, tanto per cambiare, non è aria. Sto affilando le punte del forcone...
rmx
Le solite lungaggini politiche che mi hanno fatto passare la voglia di giustificare...
RispondiEliminaLa presunzione di innocenza è sacrosanta per il cittadino comune, ma come la mettiamo con chi si candida a rappresentante e che magari è indagato per corruzione o peggio per mafia?
Dal momento che fino a che il procedimento giudiziario non è concluso, non è possibile sapere se l'indagato è colpevole o meno, io avrei la pretesa di avere il dubbio di avere un rappresentate che potrebbe anche essere per davvero corrotto o mafioso. Anzi è bene che questo dubbio non si deve proprio porre all'elettore.
Per quanto riguarda la costituzione non è un totem si può cambiare. Chi è che lo diceva?
rmx
A proposito del reale potere dei comici/giullari nelle nostre "democrazie",leggetevi su Persinsala l'articolo Grillo, Coluche e il potere sovversivo della cultura popolare http://www.youtube.com/watch?v=gpXUkvcEozs&list=UU7b2ucggsoy5DEB_asCTjUg&index=1&feature=plcp di G. Chiariglione. Dice molto se non tutto...
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