lunedì 18 giugno 2012

Il travaglismo spiegato da Travaglio

Marco Travaglio ha risposto ieri sul Fatto Quotidiano a coloro che hanno osato criticarlo per l’intervista genuflessa a Beppe Grillo: “è ovvio che la cattiveria di un’intervista è direttamente proporzionale alla negatività del personaggio intervistato. Se e quando Grillo sarà coinvolto in qualche scandalo o vicenda tangentizia o mafiosa, ne daremo e gliene chiederemo conto”.
Trentasei parole più che sufficienti per illustrare il travaglismo
Esso si basa su due pilastri.
Il primo è l’oggettivazione del soggettivo. Io penso che Tizio sia un personaggio negativo, ergo Tizio è un personaggio negativo. E con ciò meritevole del trattamento più duro, dei sarcasmi più perfidi, dello sputtanamento più cinico. Se, al contrario, io penso che Tizio sia un personaggio positivo, allora Tizio è un personaggio positivo ed è giusto considerarlo di conseguenza. 
Il secondo pilastro è l’adozione della fedina penale come unità di misura, del casellario giudiziale come criterio unico di valutazione e giudizio di negatività di qualcuno o qualcosa. Una logica distorta sempre e la politica non fa eccezione. Perché se è vero che un politico disonesto è sicuramente un cattivo politico e un buon politico deve essere un politico onesto, non è vero il contrario: ossia, non necessariamente un politico onesto sarà anche un buon politico. L’esempio è proprio Beppe Grillo: la maggior parte di coloro che lo criticano – io tra questi – non si appoggiano a eventuali pendenze giudiziarie, magari vecchie di decenni, ma contestano il suo programma politico, il modo in cui ha organizzato il suo movimento, i metodi che segue per creare consenso. Ma è evidente che valutare il merito delle questioni a prescindere dalla percezione che si ha di un fenomeno o dalla frequentazione – da imputato – di aule giudiziarie non è ipotesi contemplata nell’universo manicheista del travaglismo.

9 commenti:

  1. ma dai... Travaglio che va a casa dell'intervistato è già di per sé una dichiarazione, e secondo me è questa: ci spartiamo questo 20% delle elezioni 2013? io ci scommetterei su qualcosina che Travaglio vedrà le stelle (5 ovviamente) il prossimo anno...

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  2. Da non scordare che personaggi come Gahndi e Mandela in un governo ipotizzato da Grillo non sarebbero potuti essere eletti... Bisognerebbe farci un pensiero.

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  3. Marcolino ha preso una deriva che non mi piace... ormai è evidente all'intelletto piu' primitivo che le chiacchiere del santone di Zena non hanno basi concrete... un arruffapopoli al pari del trombone di Gemonio... e infatti il popolo adorante dei capannoni e delle imprese artigiane gli ha voltato le spalle nel giro di qualche anno: mandati al governo con numeri impressionanti il federalismo rimasto lettera morta, burocrazia al galoppo per non parlare della pressione fiscale alle stelle...

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  4. Non c'è nulla più nulla da fare per lui. forse abbiamo un altro unto dal Signore

    vale

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  5. E' manicheista a modo suo, ovvero Grillo è stato condannato per omicidio colposo ecc. Ebbene fosse stato uno del PD (soprattutto) o uno del PDL o Lega (meno, credo l'abbia anche votata) l'avrebbe attaccato con le sue modalità standard: il nome storpiato, umorismo mortificante, disprezzo urlato e strizzatine d'occhio ai suoi lettori come dire: avete visto quant'è disonesto e quanto io e voi siamo invece onesti giusti ecc? Ma dato che ha deciso che il FQ sia l'house organ di Grillo perchè tira, allora va tutto bene. Per non parlare del fatto che Grillo sposa ogni complottismo e teoria assurda antiscientifica, dal fracking che provoca i terremoti, a Giuliani, alla biowashball ecc. Ma Travaglio mi è sceso da moltissimo tempo, da quando l'ho visto dal vivo e ho sentito come demolisce la gente (usando la sua notevole capacità dialettica). Ha umiliato una signora che diceva qualcosa sul PD e tutti giù a ridere ... da quel momento il mio mito è crollato proprio sotto il profilo umano ovvero è un miserabile. Ma c'è bisogno di fare così, non basterebbe rispondere a tono o essere un minimo educati? Lasciamo poi perdere le fregnacce che dice sulla TAV sotto il profilo tecnico o altre cose, non si documenta e copia i discorsi dei politici tipo Di Pietro o Grillo. Ora io Di Pietro lo giustifico, lo so che è ignorante, ma da un giornalista come Travaglio mi aspetto che non avvalli ogni bufala come vera a fini politici. E invece lo fa .. e dà pure del servo agli altri. Lui è presuntuoso e la fama secondo me ha aumentato il suo complesso di superiorità. Non potrebbe mai ammettere di avere sbagliato ... Il bello è che anni fa (ma non troppi, fino a due anni fa) era il mio mito, leggevo il FQ perchè ci scriveva lui ecc.

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  6. A me non è piaciuta la sua risposta alle critiche quando dice che a criticarlo sono stati quei "giornalisti" in ginocchio e quindi , secondo Travaglio, non si possono permettere di muovere critiche : discorso davvero assurdo !!!
    Condivido che una persona onesta non possa necessariamente essere anche un bravo amministratore e , senza gufare però perchè davvero spero ci sia qualcuno che voglia amministrare per il bene collettivo, condizione che sembra scomparsa ormai, , aspetto di vedere come si amministrerà la città di Parma
    ( anche se la situazione trovata è
    catastrofica )...sulle esternazioni grillesche stendo un velo pietoso.
    Troppo facile fare critiche agli altri senza avere nessuna intenzione di mettersi in gioco in prima persona.
    Tanto, male che vada, espellerà qualcuno via blog e la sua "persona" resterà intonsa e "pura" !!!

    Isabella

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  7. Impietoso, Nucs.
    Analizzare così lucidamente un'arrampicata sui vetri che nemmeno Bonatti.
    Non si fa :)

    paolie

    ps: il maestro di Travaglio ha passato un lungo periodo a San Vittore sotto il fascismo. Cosa facciamo, lo mettiamo tra i cattivi?

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  8. Boh, capisco l'accanimento contro Travaglio che come tutti gli arroganti si attira l'antipatia generale. Però il discorso è molto semplice, ha soltanto detto che su Grillo non ci sono scandali giudiziari o politici clamorosi, quindi c'è molto meno materiale per imbastire un'intervista cattiva. L'analisi puramente politica invece non è la specialità di Travaglio, che infatti solitamente ci va con l'accetta, e nessuno infatti la cerca sulle sue pagine (o almeno nessuno dovrebbe cercarla)...
    D'altra parte il giornalismo dovrebbe funzionare così, un giornalista può avere anche delle simpatie ed essere meno duro o cattivo nei confronti di qualcuno, basta che ce ne siano altri che si occupano di fare le pulci. Starà al lettore andare a cercare le critiche motivate e farsi una propria opinione. Se invece il 99% dei giornalisti si prostra e regge compiaciuto il microfono per il pubblico dei lettori non c'è proprio alcuna possibilità di scegliere...

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