martedì 5 giugno 2012

La professione più facile del mondo

Nella vita, lo so, ho sbagliato tutto.
Per esempio, avrei dovuto fare il giornalista retroscenista esperto in piddì: un’occupazione semplice e tranquilla, che non richiede grandi sforzi. E con un gran vantaggio: non si sbaglia mai. Qualunque scenario uno disegni è plausibile e, per quanto incredibile possa apparire alla prima lettura, potrebbe comunque diventare oggetto di confronto e scontro interno.
Potessi fare questa professione, saprei già come organizzare al meglio la mia giornata lavorativa.
La mattina me la prenderei comoda, poi a una cert’ora andrei a Montecitorio: un salto alla bouvette, quattro chiacchiere con i colleghi anche per capire l’aria che tira, poi accenderei il computer e controllerei agenzie, rassegna stampa e social network. Di sicuro, troverei una dichiarazione un po’ sopra le righe o fuori tono di almeno uno tra Veltroni, D’Alema, Fioroni, Renzi, Violante e Fassina (su Fassina si va a botta sicura, è sufficiente farlo parlare di politica e non delude mai). Alla peggio, potrei buttarmi su Parisi (di solito, nei giorni pari esterna su Bersani che sbaglia riguardo alle primarie e nei giorni dispari esterna su Bersani che sbaglia riguardo alla legge elettorale). Con la dichiarazione in mano tornerei in transatlantico e fermerei il primo dirigente piddino che passa facendogliela commentare. Se costui fosse d’accordo con il dichiarante, infiocchettando un po’ la faccenda verrebbe fuori un bel retroscena su “monta la fronda nel PD contro il governo” (o contro la coalizione di centrosinistra o contro Bersani o contro Napolitano, quello si vede di volta in volta); se costui fosse invece in disaccordo con il dichiarante, nessun problema: un bel pezzullo incentrato sul tema evergreen “divisioni nel PD”. In entrambi i casi, avrei briglia sciolta nell’illustrare scenari – anche inventati, tanto prima o poi, a forza di scriverli, si autoavvereranno – su quel che accadrà nel partito e nei rapporti con alleati possibili e futuri da qui a sei mesi.
Nel rarissimo caso – ogni morte di papa in effetti possono capitare anche di questi inconvenienti – che nessun dirigente piddino faccia la sua quotidiana pisciata fuori dal vaso, ugualmente non sarebbe da preoccuparsi. Basterebbe rilanciare una frase di quelle captate in transatlantico o alla bouvette, di quelle che si dicono così, tanto per. Mi attaccherei al telefono e intervisterei qualcuno su quella ipotesi, magari remota, che è venuta fuori. A quel punto, se mi andasse bene, tempo una settimana e tale ipotesi, buttata lì casualmente, diventerebbe una strategia per vincere le elezioni di cui tutti in casa piddina parlerebbero; se andasse male, alzerei le spalle: tanto, fra un mesetto chi se ne ricorderebbe più che ho scritto una cazzata? Del resto, il collega del quotidiano concorrente, per precauzione, l'avrebbe rilanciata pure lui e quindi saremmo pari.
Ogni tanto, poi, potrei scrivere un editorialino. Se fosse un periodo di stanca in cui le polemiche nel PD sono sottotono, potrei lamentare la mancanza di democrazia interna che sopisce il dibattito e il pluralismo tipici di un partito vitale e realmente democratico (oh, vedete come lo scrivo bene? Pensate se mi impegnassi pure); se invece, come avviene nella normalità, fosse il solito PD litigioso, il tema verterebbe sulla credibilità di un partito che non fa altro che bisticciare e non trova una sintesi e, insomma, quella di Bersani è una leadership debole che non riesce nemmeno a placare le polemiche interne.
Eh, eppure...

4 commenti:

  1. eppero' Tonino Di Pietro ha esultato per Fassina e ha commentato "finalmente"!

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  2. ...dice che dietro a Fassina ci sia la longa manus di Baffino... mah...

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  3. Aspetto con ansia quel giorno e leggere l'articolo sulla mancanza di dibattito!

    Togliatti. Rivoglio Togliatti e il centralismo democratico.

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  4. Dice che il PD teme l'eventuale candidatura del ministro Barca.
    Dice che il PD vuole le elezioni subito per poter vincere facile, in quanto il M5S non avrebbe il tempo per organizzarsi e stracciarlo a mani basse.
    Dice che il PD vuole le elezioni nel 2013 perchè ha paura di governare.


    Dico che trovare un senso logico ai "si dice" è un passatempo spassoso quanto farsi i gargarismi con l'acido muriatico, però risolve il problema di riempire un po' di pagine di giornali.

    Bea

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