Per
esempio, avrei dovuto fare il giornalista retroscenista esperto in
piddì: un’occupazione semplice e tranquilla, che non richiede
grandi sforzi. E con un gran vantaggio: non si sbaglia mai.
Qualunque scenario uno disegni è plausibile e, per quanto
incredibile possa apparire alla prima lettura, potrebbe comunque
diventare oggetto di confronto e scontro interno.
Potessi
fare questa professione, saprei già come organizzare al meglio la mia
giornata lavorativa.
La
mattina me la prenderei comoda, poi a una cert’ora andrei a
Montecitorio: un salto alla bouvette, quattro chiacchiere con i
colleghi anche per capire l’aria che tira, poi accenderei il
computer e controllerei agenzie, rassegna stampa e social network. Di
sicuro, troverei una dichiarazione un po’ sopra le righe o fuori
tono di almeno uno tra Veltroni, D’Alema, Fioroni, Renzi, Violante
e Fassina (su Fassina si va a botta sicura, è sufficiente farlo
parlare di politica e non delude mai). Alla peggio, potrei buttarmi
su Parisi (di solito, nei giorni pari esterna su Bersani che sbaglia
riguardo alle primarie e nei giorni dispari esterna su Bersani che
sbaglia riguardo alla legge elettorale). Con la dichiarazione in mano
tornerei in transatlantico e fermerei il primo dirigente piddino che
passa facendogliela commentare. Se costui fosse d’accordo con il
dichiarante, infiocchettando un po’ la faccenda verrebbe fuori un
bel retroscena su “monta la fronda nel PD contro il governo” (o
contro la coalizione di centrosinistra o contro Bersani o contro
Napolitano, quello si vede di volta in volta); se costui fosse invece
in disaccordo con il dichiarante, nessun problema: un bel pezzullo
incentrato sul tema evergreen “divisioni nel PD”. In entrambi i
casi, avrei briglia sciolta nell’illustrare scenari – anche
inventati, tanto prima o poi, a forza di scriverli, si autoavvereranno –
su quel che accadrà nel partito e nei rapporti con alleati possibili
e futuri da qui a sei mesi.
Nel rarissimo caso – ogni morte di papa in effetti possono capitare
anche di questi inconvenienti – che nessun dirigente piddino faccia la sua quotidiana pisciata fuori dal vaso, ugualmente non
sarebbe da preoccuparsi. Basterebbe rilanciare una frase di quelle
captate in transatlantico o alla bouvette, di quelle che si dicono così, tanto per. Mi attaccherei al telefono e intervisterei qualcuno
su quella ipotesi, magari remota, che è venuta fuori. A quel punto,
se mi andasse bene, tempo una settimana e tale ipotesi, buttata lì
casualmente, diventerebbe una strategia per vincere le elezioni di
cui tutti in casa piddina parlerebbero; se andasse male, alzerei le
spalle: tanto, fra un mesetto chi se ne ricorderebbe più che ho
scritto una cazzata? Del resto, il collega del quotidiano
concorrente, per precauzione, l'avrebbe rilanciata pure lui e quindi
saremmo pari.
Ogni
tanto, poi, potrei scrivere un editorialino. Se fosse un periodo di
stanca in cui le polemiche nel PD sono sottotono, potrei lamentare la
mancanza di democrazia interna che sopisce il dibattito e il
pluralismo tipici di un partito vitale e realmente democratico (oh,
vedete come lo scrivo bene? Pensate se mi impegnassi pure); se
invece, come avviene nella normalità, fosse il solito PD litigioso,
il tema verterebbe sulla credibilità di un partito che non fa altro
che bisticciare e non trova una sintesi e, insomma,
quella di Bersani è una leadership debole che non riesce nemmeno a
placare le polemiche interne.
Eh,
eppure...
eppero' Tonino Di Pietro ha esultato per Fassina e ha commentato "finalmente"!
RispondiElimina...dice che dietro a Fassina ci sia la longa manus di Baffino... mah...
RispondiEliminaAspetto con ansia quel giorno e leggere l'articolo sulla mancanza di dibattito!
RispondiEliminaTogliatti. Rivoglio Togliatti e il centralismo democratico.
Dice che il PD teme l'eventuale candidatura del ministro Barca.
RispondiEliminaDice che il PD vuole le elezioni subito per poter vincere facile, in quanto il M5S non avrebbe il tempo per organizzarsi e stracciarlo a mani basse.
Dice che il PD vuole le elezioni nel 2013 perchè ha paura di governare.
Dico che trovare un senso logico ai "si dice" è un passatempo spassoso quanto farsi i gargarismi con l'acido muriatico, però risolve il problema di riempire un po' di pagine di giornali.
Bea