martedì 12 giugno 2012

L'Italia è un Paese per vecchi. Anche nel calcio.

Vorrei proporre una statistica a mio avviso interessante sulle squadre che partecipano agli Europei di calcio.


Età media

Media presenze giocatori
Germania
24,52
Repubblica Ceca
20,3
Polonia
25,13
Polonia
20,91
Inghilterra
26,04
Francia
21
Danimarca
26,57
Italia
24,7
Francia
26,65
Danimarca
25,7
Spagna
26,78
Portogallo
26,65
Portogallo
27,08
Inghilterra
26,87
Croazia
27,09
Grecia
31,09
Olanda
27,13
Russia
32,65
Grecia
27,17
Croazia
32,74
Repubblica Ceca
27,26
Germania
33,17
Ucraina
27,3
Ucraina
33,78
Italia
27,91
Irlanda
38,57
Svezia
28,3
Svezia
40,43
Russia
28,34
Olanda
42,22
Irlanda
28,35
Spagna
43,48

Se ne deduce che la Polonia è una delle squadre meno esperte, sia per l’età dei giocatori, sia per il numero di presenze che i suoi ventitré convocati hanno collezionato con la maglia della nazionale. Più o meno lo stesso si può dire della Francia (quinta per età media e terza per numero di presenze) e della Danimarca (quarta e quinta). La Svezia, l’Irlanda e l’Ucraina sono tra le compagini più esperte: infatti, si collocano agli ultimi posti sia per età media, sia per numero di presenze dei convocati.
Poi ci sono i casi particolari. Ad esempio, la Germania ha un’età media bassa, è la più giovane anagraficamente; ma i suoi giocatori hanno parecchie presenze, sono tra i più esperti a livello internazionale. La Spagna campione uscente e campione del mondo è anagraficamente ancora piuttosto giovane o comunque nella media, ma calcisticamente è la più esperta di tutte.
E l’Italia?
L’Italia è il caso inverso di Spagna e Germania (e, in parte, dell’Olanda). La sua rosa è tra le più vecchie anagraficamente, soltanto tre nazionali la superano (Svezia, Russia, Irlanda). Ma calcisticamente è giovane, i suoi rappresentanti sono tra quelli che hanno meno gettoni di presenza in campo internazionale.
Che significa questo?
Potrebbe significare che gioca molte meno partite rispetto alle altre nazionali.
Oppure, che gli azzurri arrivano tardi a vestire la maglia dell’Italia.
Io direi che è la seconda.
E infatti è quasi soltanto da noi che un calciatore di ventisei anni viene considerato “giovane promessa”. All’estero – basti pensare alla Germania – è considerato per quello che è: un professionista nel pieno della maturità atletica.
Da noi i giovani calciatori rimangono nel limbo fino alla soglia dei ventisette-ventotto anni, perché “il giocatore esperto offre più garanzie”. Magari ci sono ventenni che vengono esaltati dopo aver disputato una bella prova in campionato, ma alla prima prestazione negativa saranno subito bocciati e, a fine stagione, mandati a farsi le ossa in serie B o in C, da dove non ne usciranno più o quasi. Mentre intanto i loro colleghi più anziani continueranno a calcare i campi della serie A e, forse, con un rendimento non all’altezza e collezionando brutte figure, ma la loro fama li salverà e se l’allenatore proverà a lasciarli in panchina la tifoseria si ribellerà.
L’Italia è un Paese per vecchi. Anche nel calcio.

(la statistica sull'età media è tratta da qui; la statistica sulle presenze è rielaborata da Wikipedia; si ringrazia Giovanni Fontana per avermi indirettamente e involontariamente ispirato il post durante un aperitivo  - "oh, io 'un servo ar tavolo": cos' altro attendersi da un barista pisano? - in quel di Pisa)

12 commenti:

  1. Se in politica si dice che dei quarantenni sarebbero dei governanti più in sintonia col paese rispetto a dei sessantenni e oltre siamo nel mondo dell'opinabile. Ma se nel calcio italiano, dove i risultati sì che contano, è meglio essere "vecchi", lì c'è poco da discutere.

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  2. È proprio così: vedi la riassunzione di Lippi.

    Fabregas è diventato Fabregas perché a un certo punto l'Arsenal ha venduto Vieira e ha dato il centrocampo in mano a un ragazzino di 18 anni.

    In Italia si aspetta, aspetta, aspetta. W Zeman, anche per questo.

    (e W l'eterogenesi dei fini!)

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  3. Bella statistica. Non so se sei appassionato di calcio, ti posso comunque dire che Prandelli ha fatto un gran lavoro per ringiovanire la rosa. Non è male come media 27 anni sopratutto perchè ad alzarla sono solo Buffon (che sta in porta) e Di Natale che in virtù dei 57 gol nelle ultime stagioni non poteva rimanere a casa.

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  4. "E infatti è quasi soltanto da noi che un calciatore di ventisei anni viene considerato “giovane promessa”."
    Non è vero. Quando Cassano giocava col Bari era considerato una giovane promessa e di anni ne aveva venti/ventidue. Totti idem. De Rossi, Balotelli (nonostante tutto...)e via dicendo.

    Che poi arrivino in Nazionale tardi può essere anche vero in linea generale ma ricordo che alla fine siamo gli unici in Europa ad aver vinto 4 volte il titolo di Campioni del Mondo. E, a casa mia, metodo vincente non si cambia.

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    1. Marcello (Lippi?)
      volevo dire che a ventisei anni sei "ancora" considerato una giovane promessa.
      ma ti pare normale che un centrocampista di ventinove anni si porti dietro il nomignolo di "capitan futuro"?
      quanto ai titoli vinti, fanno parte del passato. e il terzo si vinse con una squadra tutto sommato non così vecchia anagraficamente, ma molto esperta quanto a presenze in campo a conferma che molti di loro avevano esordito giovanissimi in azzurro (gentile 22 anni, cabrini 21, collovati 22, tardelli 22, antognoni 21...) senza più uscirne.

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  5. Aggiungo una riflessione: c'è chi propone di limitare i mandati politici a non più di due, c'è chi ce l'ha con la "casta" nel senso di gente che vive tutta la vita di privilegi di stato, c'è chi ce l'ha con le pensioni degli ex-parlamentari.
    Si potrebbe invece fare l'opposto: età minima per essere eletti in parlamento a 60 anni, così almeno ci mettiamo gente non in cerca di lauti compensi a vita (prima dovranno come tutti farsi una carriera nel mondo del lavoro), in parlamento ci staranno per pochi mandati, e prenderanno la pensione come tutti quando saranno vecchi.
    Io non ho niente contro la gerontocrazia, anzi abbiamo una camera, il Senato, che per definizione è la camera degli anziani, la cui funzione è di emendare decisioni avventate prese dalla camera bassa, quella de'gggiovani.

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  6. Il solito paese di bamboccioni?

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  7. Io sono choccata dal sapere che Fontana ha fatto l'aperitivo. A Pisa.

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    1. Sono estraneo ai fatti, e Marcello Lippi (nome in codice per non rivelare l'identità del tenutario del blog) può testimoniare.

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    2. ila,
      giusto due schweppes per lui, un bitter e una schweppes per me, un po' di patatine e di noccioline per entrambi e tre bocconcini di focaccina con il prosciutto. il barista pisano questo aveva e dai modi pisani che lo contraddistinguevano è già qualcosa se questo c'era e i bicchieri non erano storti come la torre.

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    3. Il testimone viareggino conferma dunque che di aperitivo si è trattato. Alla pisana, ovviamente: di più non si poteva pretendere da quella terra vituperosa.

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    4. ila
      sappi che ho dato mandato al mio avvocato di querelarti per avermi definito "viareggino".

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