martedì 12 giugno 2012

Mozione Fioroni

Caro Beppe Fioroni,
si candidi alle primarie aperte indette dal PD, avrà il mio sostegno.
Intendiamoci: ho detto “sostegno”, non ho detto “voto”.
Il sostegno si esplicherà nella maniera seguente: raccoglierò le firme per la sua candidatura; cercherò finanziamenti senza rivolgermi a ex guide scout; le farò da autista e giuro solennemente sui sigari di Bersani che rispetterò il codice stradale e non prenderò multe; la porterò a rifocillarsi nei migliori ristoranti perché, a occhio, lei mi pare un buongustaio; le fisserò appuntamenti presso parrocchie e monasteri di modo che l’elettorato cattolico non si senta sofferente; arruolerò tra i testimonial anche Antonio Cassano, che con la profondità filosofica che gli è propria spiegherà le ragioni antropologiche e giuridiche del no al matrimonio gay.
Poi il giorno delle primarie voterò qualcun altro (se voterò) perché io sono un eretico e un peccatore. Però darò una mano a lei, Fioroni, perché lei ha l’occasione di fare – per la prima volta da quattro anni a questa parte – qualcosa di utile per il partito in cui milita: aiutarlo a fare chiarezza su una questione che sì, è vero!, alla maggioranza degli italiani interessa il giusto (ossia, poco o niente), ma che una forza politica come il PD non può ignorare come ha fatto finora, defilandosi e inseguendo un improbabile e artificiale unanimismo. Mica vorremo aspettare la campagna elettorale per le politiche per affrontare un tema del genere? Perché tanto si sa come potrebbe andare a finire: che a due o tre settimane dalle elezioni, qualcuno – vuoi perché sinceramente interessato, vuoi perché intende dividere lo schieramento – tirerà fuori la questione e a quel punto tutto il centrosinistra (non soltanto il PD) farà la sua consueta figura di palta. Invece, se lei si candiderà, chiariremo la questione una volta per tutte e la primavera prossima non ci saranno problemi.
Ho sempre un po’ paura che le primarie siano uno scontro tra figurine anziché un confronto di programmi. Lei, Fioroni, ha l’occasione di far svanire la mia paura. Non mi vorrà deludere, spero. Io lo so che lei smentirà quei maligni che in queste ore hanno ironizzato su di lei scrivendo che tanto non si candiderà. Io lo so, perché a lei questa cosa del testamento biologico e delle nozze omosessuali veramente sta a cuore, non ci dorme la notte, si arrovella. Così come ci sono migliaia – ma che dico migliaia? Centinaia di migliaia, milioni, decine di milioni – di cattolici piddini desiderosi di salvaguardare la famiglia tradizionale e pronti a stracciare la tessera e a votare l’UdC o l’ApI pur di non introdurre certe robe che pensavano potessero fare solamente nella Spagna di Zapatero.
Già, perché io sono convinto che lei Fioroni vincerà questa battaglia. Suvvia, si candidi, cosa aspetta?

2 commenti:

  1. un pungolo ben motivato che non potrà passare inosservatp, gli hai fornito anche i convincimenti che non aveva ancora maturato.
    Non dirà di no!
    e finalmente si dovrà scegliere; l'elettorato si spaccherà, ma almeno sapremo chi sta con chi!
    grande NUCS!

    ciao
    F.

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  2. Fioroni candidato? Non vedo l'ora. Soprattutto triplicherò gli sforzi per portare ai seggi quanta più gente posso. Per votare qualcun altro, si capisce.

    Bea

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