si candidi alle primarie aperte indette dal PD, avrà il mio sostegno.
Intendiamoci:
ho detto “sostegno”, non ho detto “voto”.
Il
sostegno si esplicherà nella maniera seguente: raccoglierò le firme
per la sua candidatura; cercherò finanziamenti senza rivolgermi a ex
guide scout; le farò da autista e giuro solennemente sui sigari di
Bersani che rispetterò il codice stradale e non prenderò multe; la
porterò a rifocillarsi nei migliori ristoranti perché, a occhio,
lei mi pare un buongustaio; le fisserò appuntamenti presso
parrocchie e monasteri di modo che l’elettorato cattolico non si
senta sofferente; arruolerò tra i testimonial anche Antonio Cassano,
che con la profondità filosofica che gli è propria spiegherà le
ragioni antropologiche e giuridiche del no al matrimonio gay.
Poi
il giorno delle primarie voterò qualcun altro (se voterò) perché
io sono un eretico e un peccatore. Però darò una mano a lei,
Fioroni, perché lei ha l’occasione di fare – per la prima volta
da quattro anni a questa parte – qualcosa di utile per il partito
in cui milita: aiutarlo a fare chiarezza su una questione che sì, è
vero!, alla maggioranza degli italiani interessa il giusto (ossia,
poco o niente), ma che una forza politica come il PD non può
ignorare come ha fatto finora, defilandosi e inseguendo un
improbabile e artificiale unanimismo. Mica vorremo aspettare la
campagna elettorale per le politiche per affrontare un tema del
genere? Perché tanto si sa come potrebbe andare a finire: che a due
o tre settimane dalle elezioni, qualcuno – vuoi perché
sinceramente interessato, vuoi perché intende dividere lo
schieramento – tirerà fuori la questione e a quel punto tutto il
centrosinistra (non soltanto il PD) farà la sua consueta figura di
palta. Invece, se lei si candiderà, chiariremo la questione una
volta per tutte e la primavera prossima non ci saranno problemi.
Ho
sempre un po’ paura che le primarie siano uno scontro tra figurine
anziché un confronto di programmi. Lei, Fioroni, ha l’occasione di
far svanire la mia paura. Non mi vorrà deludere, spero. Io lo so che
lei smentirà quei maligni che in queste ore hanno ironizzato su di
lei scrivendo che tanto non si candiderà. Io lo so, perché a lei
questa cosa del testamento biologico e delle nozze omosessuali
veramente sta a cuore, non ci dorme la notte, si arrovella. Così
come ci sono migliaia – ma che dico migliaia? Centinaia di
migliaia, milioni, decine di milioni – di cattolici piddini
desiderosi di salvaguardare la famiglia tradizionale e pronti a
stracciare la tessera e a votare l’UdC o l’ApI pur di non
introdurre certe robe che pensavano potessero fare solamente nella
Spagna di Zapatero.
Già,
perché io sono convinto che lei Fioroni vincerà questa battaglia.
Suvvia, si candidi, cosa aspetta?
un pungolo ben motivato che non potrà passare inosservatp, gli hai fornito anche i convincimenti che non aveva ancora maturato.
RispondiEliminaNon dirà di no!
e finalmente si dovrà scegliere; l'elettorato si spaccherà, ma almeno sapremo chi sta con chi!
grande NUCS!
ciao
F.
Fioroni candidato? Non vedo l'ora. Soprattutto triplicherò gli sforzi per portare ai seggi quanta più gente posso. Per votare qualcun altro, si capisce.
RispondiEliminaBea