lunedì 4 giugno 2012

Pensieri sparsi (e un pochino polemici)

Il segretario territoriale del Partito Democratico della mia città stamani ha postato su Facebook la seguente frase: “in questa giornata di lutto nazionale, voglio esimermi dal fare commenti di qualsivoglia genere. In alcuni momenti il silenzio è più che d’oro, è di platino”.
Giusto.
Peccato che, postando quel pensiero, abbia in realtà tradito il suo stesso proponimento di non fare commenti “di qualsivoglia genere”. La visibilità, brutta bestia.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha fatto fuori il suo terzo assessore al bilancio in otto anni complessivi di governo (presidente di Provincia prima, sindaco poi). Mio nonno diceva: se un tizio ti dice che sei un cavallo, forse è un matto. Se te lo dicono in due, probabile che siano d’accordo per prenderti in giro. Al terzo che te lo dice, però, comincia a nitrire.

Sul suo blog, Antonio Di Pietro ha scritto un post che potete leggere nella sua versione completa a questo link.
Ho sottoposto il testo di 386 parole al mio software decriptatore che ha messo a confronto il testo pubblicato e quello che aveva in testa il suo estensore quando lo ha scritto. Questo è quanto ne è risultato:
Ho sottoscritto l’appello online Avaaz che chiede di destinare i fondi del finanziamento pubblico ai terremotati dell’Emilia e a quelli dell’Aquila”.
In queste prime 21 parole, io, Tonino Di Pietro, parlo di un appello online – di quelli che servono a una pippa, tanto per intenderci, ma fanno apparire noi politici al passo con i tempi se li sappiamo utilizzare al meglio – sul terremoto.
Del resto è esattamente la proposta che noi dell’IdV abbiamo già presentato in Senato”.
Le 14 parole successive, guarda caso – a volte, eh? le coincidenze! –, vanno a coprire proprio una delle campagne che NoidellItaliadeiValori promuoviamo da alcuni mesi.
da “Non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di avanzare una richiesta simile” fino a “a comportarsi stavolta con la dovuta serietà”.
Nelle 351 parole rimanenti parlo di NoidellItaliadeiValori. Il terremoto è soltanto una scusa per un webcomizio sul finanziamento pubblico ai partiti e sulla nostra campagna per abolirlo. Siamo bravi, eh? Mica come quegli altri! Votantonio, votantonio!

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