Oggi
al convegno organizzato dalla Fiom Antonio Di Pietro ha detto: “la
politica in questo momento non è offesa da tutti coloro che parlano
male dei partiti, ma la politica in questo momento è offesa da
coloro che anche all’interno dei partiti, anche all’interno del
Parlamento, fanno le spartizioni sull’AgCom, da coloro che
all’interno del Parlamento votano la fiducia all’articolo 18 e
così via”.
A
me che una questione di metodo (le spartizioni sull’AgCom) e una
questione di merito (la fiducia all’articolo 18 – che poi non è
esattamente così, ma tant’è) siano inserite nella categoria
“offesa alla politica” mica lo trovo onesto.
Perché
io son d’accordo che il comportamento di PD, UdC e PdL sulle
autorità di garanzia è stato vergognoso, oltreché un regalo a
Beppe Grillo e all’astensionismo. Ma quando si parla della riforma
del mercato del lavoro si apre un altro libro: quello delle scelte
comunque legittime. E il Parlamento ci sta proprio per quello: perché
chi vorrebbe riformare o abrogare l’articolo 18 e chi vorrebbe
mantenerlo tale e quale a ora discutano e votino.
E’
una frase rivelatrice, quella di Di Pietro. L’ennesima, a dire il
vero. Mi chiedo quanto sia possibile costruire un patto di governo
con uno che ragiona così, con uno che, equiparando scelte
(discutibili quanto vogliamo) di metodo e scelte (discutibili quanto
vogliamo) di merito, trae come conclusione logica che se non la pensi
come lui fai parte delle forze del male e puoi essere delegittimato.
è un interessante paradosso: più grillo toglie voti a di pietro e più di pietro fa e dice le stesse cose di grillo e più grillo toglie voti a di pietro
RispondiEliminasi rassegnassero: il loro elettorato è totalmente sovrapponibile
il 20% e oltre dei voti accreditati a Grillo non sono solo quelli di Di Pietro, giacché rispetto alle precedenti votazioni l'IDV non si è "mosso" molto in termini di percentuali.
RispondiEliminarmx
pure al ballottaggio di Parma mi sembra che i sedicenti moderati del P2ELLE si siano sovrapposti, resistendo alla pigrizia astensionista, pur di punire gli alleati in maggioranza al governo!
RispondiEliminaL'osservazione mi sembra sofistica: se vogliamo essere pignoli, stiamo parlando di scelte tutte legittime. Le designazioni dei membri delle Autorità di garanzia rispondono a una logica parlamentare, e come tale da rispettare formalmente: la discrezionalità politica è insindacabile. La Corte Costituzionale arriva a dire che persino le violazioni palesi dei regolamenti parlamentari non invalidano l'atto. Allo stesso modo, sono insindacabili i voti espressi sulla riforma del rapporto di lavoro.
RispondiEliminaUno può dire «questo mi fa schifo», ma è un'opinione politica su un provvedimento legittimo. Se politicamente due cose mi fanno schifo allo stesso modo, ho il diritto di dirlo senza sbagliare.
@ nucs:
RispondiEliminache l'art.18 sia un tema legittimo per la politica è sicuramente vero, ma chiedere la fiducia ed imporre dictat minacciando dimissioni ad ogni piè sospinto non è esattamente il modo migliore di fare politica.
Quanto ad ADP, se guardo il passato, non è mai stao il problema delle coalizioni di centro sx. Lo sono stati invece centristi e cattolici integralisti, compresi quelli interni al PD.
Ciao
Paolo
Io invece mi chiedo come sia possibile costruire un patto con il PD.
RispondiEliminaGuardate pure all'UDC che tanto al prossimo giro avremo un 5 stelle premier.