Liberalismo
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Prima Repubblica
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Proporzionale
Maggioritario
Premio di maggioranza
Uninominale
Doppio turno
Democrazia diretta
Presidente del Consiglio
Primo ministro
Repubblica Presidenziale
Repubblica Semipresidenziale
Mi stavo chiedendo: ma noi, quando usiamo certi termini, sappiamo di cosa stiamo parlando? O li utilizziamo così, perché li abbiamo letti sul giornale o sul blog del noto tribuno del popolo?
Quanti sanno che, in diritto costituzionale, dire “il presidente del Consiglio dei ministri” non equivale a dire “Premier” o “Primo ministro”? Si può parlare di “Seconda Repubblica” nel caso italiano oppure siamo ancora alla prima? Quanti confondono il premio di maggioranza con il maggioritario? E l’uninominale è una roba che si applica solo al maggioritario, solo al proporzionale o, volendo, anche a entrambi? Qual è la differenza tra una forma di governo presidenziale e una semipresidenziale se in entrambe il capo dello Stato viene eletto dal popolo? Se un sindaco invoca la rivoluzione lo fa con cognizione di causa o è soltanto perché tirar fuori certi termini è figo di fronte a una porzioncina di elettorato?
Renzi è un neoliberista, ah scandalo, che ci fa nel PD? Ma cosa significa neoliberista? Quanti di coloro che si scandalizzano del (presunto) neoliberismo di Renzi sono al corrente del grande dibattito che ci fu a suo tempo su liberismo e liberalismo e che vide coinvolte figure del calibro di Luigi Einaudi e Benedetto Croce? E ha senso distinguere ancora i due termini?
Che poi – mi sbaglierò, è una sensazione la mia – il più delle volte succede che si usano certi termini mutuandoli da esperienze straniere che magari c’entrano una emerita cippa con la situazione nostra. Cancellierato alla tedesca, premierato all’israeliana, semipresidenzialismo alla francese: sì, ok, ma cosa implicano lo sappiamo? Tra l’altro qui si potrebbe anche allargare il discorso e scendere dal livello giuridico-istituzionale a quello più squisitamente politico: un paio di anni fa sentivo tanto parlare di Kadima italiana (che poi erano i soliti a cui si illuminavano gli occhi al solo sentire il nome di Bayrou o di Clegg: già, Bayrou e Clegg... lo sappiamo che fine hanno fatto, che seguito hanno attualmente nei loro Paesi?), ora va di moda – in altri ambienti – la Syriza italiana, fra due anni chissà. Sento tanto la mancanza anche in Italia di un Partito Rivoluzionario Istituzionale: forse in Messico sono più avanti rispetto a noi.
E comunque scusate, ma ora devo andare a leggere sul Corriere il retroscena di Maria Teresa Meli sul PD e poi lo confronterò con il dietro le quinte di Repubblica per sapere cosa Pier ha detto a Nichi a proposito di Tonino dopo l’ultima sortita di Rosy.
E' evidente che moltissimi dei termini elencati vengano utilizzati senza conoscerne il significato vero e pieno e soprattutto in contesti sbagliati.
RispondiEliminaLa parola che maggiormente mi provoca orrore è "moderato" in tutte le sue applicazioni: partito dei moderati, capo dei moderati etc.
e soprattutto perchè in bocca a chi della moderazione non sa che farsene, del tacere e riflettere prima di parlare, del dosare toni e impiegare sfumature prima di alzare il piede dal freno.
Mi riferisco ovviamente a quelli del centro-dx e al loro insopportabilmente sempre vivo e presente capo fondatore che, tutti tutti, anche i giovani formattatori del signor Cattaneo di Pavia, continuano a ritenere "una grande risorsa per il partito", anche quando pochi giorni fa, ha dato praticamente avvio alla sua personale campagna elettorale raccontando di quando, nel '48 e quindi alla tenera età di 12 anni (dodici anni!!) fu pestato dai comunisti perché attaccava i manifesti della DC!
Il premio IG-NOBEL per la MODERAZIONE!
Pero' in fondo gli ando' bene a pensarci... di solito i comunisti i bambini li mangiano!
ciao
FC