lunedì 16 luglio 2012

Tesi: "Processi decisionali nei partiti politici italiani"

Qual è il metodo di assunzione delle decisioni e di elaborazione programmatica nello scenario politico italiano attuale? 
Un panel di studiosi, dopo epici sforzi, è giunto alle seguenti conclusioni. 

Metodo Arcore 
Il leader di partito commissiona un sondaggio e, una volta conosciuto l’esito, rilascia un’intervista nella quale annuncia la posizione del partito. Gli altri dirigenti della forza politica in questione rilanceranno sottolineando la bontà di detta posizione. Se le reazioni dell’opinione pubblica dovessero essere negative, il leader preciserà di essere “stato frainteso”, mentre gli altri dirigenti della forza politica si produrranno in spettacolari esibizioni dialettiche per dire che sì, in fondo, però, ma no, è anche vero che. 

Metodo Nichi 
Il leader di partito si inventa una supercazzola in metrica libera e rima alternata utilizzando termini desueti mischiati ad altri riesumati da un vecchio ordine del giorno della Fgci del 1974. 

Metodo Beppe 
Il leader di partito scrive un post sul suo seguitissimo blog in cui spara a zero su una questione (es.: “l’euro è un cappio al collo”). Al termine del post coinvolge i propri lettori in un sondaggio web riguardante la questione sulla quale ha appena sparato a zero (es.: “secondo voi l’euro è un cappio al collo e bisogna uscirne?”). Misteriosamente, il sondaggio si concluderà con un circa 90% di favorevoli alla tesi esposta dal leader nel post pubblicato e quella sarà la linea del partito. Se qualche esterno poi dovesse contestarla (se la contestazione venisse dall’interno non ci sarebbero problemi: il reprobo verrebbe immediatamente sconfes... sputtanato in diretta internet), il leader preciserà di non aver mai sostenuto una posizione del genere (es.: “mai voluto uscire dall’euro: la mia era soltanto una provocazione / uno stimolo alla riflessione / una questione da prendere in considerazione”). 

Metodo Tonino 
Il leader di partito aspetta che il partito elettoralmente concorrente litighi su una questione un po’ controversa o che essa appaia frutto di un inciucio e poi decide di conseguenza. Non ha importanza se il giorno prima aveva detto il contrario: qualunque sia la decisione, essa verrà immediatamente sposata da tutti gli altri dirigenti e dai militanti. 

Metodo Gianfrà 
Il leader di partito aspetta che il leader di un altro partito di cui in passato era parecchio amico si esponga su una questione e poi sostiene la posizione esattamente contraria, anche rinnegando le proprie idee del passato, ché tanto gli unici rimasti a chiedergliene conto saranno Storace e donna Assunta. 

Metodo Pierfurby 
Una volta ricevuto il placet della Cei, il partito va sul sicuro: a prescindere dalle proposte programmatiche presentate, i sondaggi daranno sempre il partito veleggiare attorno a un 7% decisivo per gli equilibri futuri del governo in carica. 

Metodo Piddì 
Si forma un comitato che deve presentare una “sintesi più avanzata” sulla proposta da presentare in merito a una data questione. Il comitato, presieduto da un esponente moderato per rassicurare i mercati e/o il Vaticano, dopo cinque mesi di riunioni elaborerà un documento programmatico in ottantaquattro capitoli in cui si sviscereranno gli aspetti socioculturali alla base della questione, la storia normativa degli ultimi quindici anni riguardanti siffatta tematica, le modalità con le quali gli altri Paesi dell’Unione europea hanno affrontato il problema e, alla fine, nascosta tra le righe ci sarà anche una proposta che terrà conto dei rilievi della minoranza e della minoranza della minoranza. Il documento verrà presentato in assemblea e lì votato dopo ampia discussione sulle modalità di votazione alla luce di un precedente nell’assemblea di tre anni fa. Segue psicodramma collettivo perché il delegato del circolo “Franco Rodano” di Gallo di Tagliacozzo (L’Aquila) ha votato no al documento.

7 commenti:

  1. Buondì,

    l'analisi è corretta. Il risultato amaro è che i venditori di fuffa hanno il loro successo senza fatica e l'unico partito in cui almeno si cerca di lavorare davvero viene criticato oltre misura per i suoi difetti certo gravi, ma di altro ordine di grandezza se confrontati con i parolai professionisti e senza scrupoli.

    Saluti

    Tommaso

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    1. D'accordo con te, ma quanto somiglia al vero la soave presa in giro elaborata da NUCS sul metodo piddino. Purtroppo. E quanta tristezza per la presa di posizione della Bindi, che, una volta ancora, riesce a dar fiato ai venditori di fuffa montata.

      Bea

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  2. Tommaso

    Ti accontenti di poco...la dirigenza piddì è andata nel pallone di fronte ad una richiesta di democrazia. Andiamo bene...

    Uqbal

    www.scuoleinvisibili.wordpress.com

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    1. Visto che gli altri partiti queste questioni non se le pongono, sono costretto ad accontentarmi.

      Il riccone viene frainteso, il comico se ne esce con battute che lo qualificano, l'ex PM è affidabile come una moneta da 3 euro.

      Ciò che non è chiaro a troppe persone è che la scelta del meno peggio è anche la migliore, nel mondo reale. E con tutti i difetti che hanno, x me meglio il PD delle alternative.

      Saluti

      T.

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  3. Semplice, geniale e reale! L'importante è comunque NON prendere decisioni che tengano conto del bene della collettività.
    Franco

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  4. A me piace Vendola. Dirà fuffa ma la dice bene

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  5. Anche Fini, non dice mai niente di concreto, ma lo dice così bene... è questo il requisito per fare carriera politica? ;-)
    Franco

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