giovedì 19 luglio 2012

Una commissione d'inchiesta non si nega a nessuno / 2

Se ci fosse stata una commissione parlamentare ci sarebbe stata una relazione di maggioranza e una di minoranza, in parlamento ci sarebbe stato chi si schierava da una parte e chi dall’altra, per partito preso e non su accertamento dei fatti”. 
Parole e musica di Antonio Di Pietro, pochi giorni fa, interpellato sulla commissione d’inchiesta (non istituita) sui fattacci del G8 a Genova. Verrebbe da chiedersi, se questo è il toninopensiero sulle commissioni d’inchiesta, per quale motivo egli stesso il mese scorso ne aveva chiesta una sulla presunta trattativa Stato mafia. 
Ora è il turno di Beppe Grillo. Lui la commissione d’inchiesta la vorrebbe sul debito pubblico. La prima cosa che chiederà il Movimento 5 Stelle dopo l’ingresso in Parlamento. Sulle modalità democratiche con cui è stata decisa questa cosa si è già espresso l’ottimo Fabio Chiusi, per cui mi concentro sul merito della proposta. 
Una cazzata, posso dirlo? 
Primo, perché se una commissione è d’inchiesta non adotta “misure legislative” come chiede Grillo. Tra l’altro, se esse devono essere volte a “evitare che i cittadini siano indebitati senza il loro consenso” mi chiedo cosa ci stia a fare il governo. Lo stesso tizio che vorrebbe far sostenere un esame di diritto pubblico agli eletti dimostra, in più di una circostanza – questa è soltanto lultima –, di non sapere come funzionano gli organismi parlamentari e quale sia la differenza tra l’articolo 72 comma 3 e l’articolo 82 della Costituzione. 
Secondo, per le ragioni che ha espresso Di Pietro. Ha ragione, il leader dell’Italia dei Valori. Le commissioni d’inchiesta funzionano esattamente come lui ha denunciato. E un’indagine su episodi di corruzione, malaffare, favoreggiamenti non potrebbe concludersi altro che con un rimpallo di accuse e controaccuse: colpa di Prodi, colpa di Berlusconi, colpa di Visco, colpa di Tremonti, colpa di Craxi, colpa del consociativismo, pci psi dc dc pci psi pli pri dc dc Cazzaniga. A meno che non sia proprio questo l’obiettivo di Grillo: non quello di far luce su una questione grave che ci trasciniamo da un quarto di secolo e che pagheremo ancora per decenni, ma quello di alzare ulteriormente il polverone al solo fine di dimostrare che son tutti stronzi eccetto lui.

3 commenti:

  1. Inoltre, c'è bisogno di una commissione d'inchiesta per capire "le cause" del nostro debito pubblico?

    http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf

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  2. Posso dirlo? No? Ba be', lo dico lo stesso: balle.

    Memorabile è stata la commissione di inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti, tutti gli atti sono pubblici, i resoconti direttamente scaricabili da internet: http://www.camera.it/_bicamerali/nochiosco.asp?pagina=/_bicamerali/leg14/rifiuti/home.htm

    Una rapida ricerca in rete potrà dare contezza di quali fatti siano emersi in quella commissione, e di quanto, quindi, sia stata utile per la ricerca della verità.

    Che poi i fatti lì esposti abbiano avuto poche o nulle conseguenze effettive sulla politica è un discorso che dipende da chi quella politica l'ha fatta, non certo dalla commissione d'inchiesta in sé.

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  3. nun te regghe più

    pace all'anima buona di Rino Gaetano

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