“Se ci fosse stata una commissione parlamentare ci sarebbe stata una relazione di maggioranza e una di minoranza, in parlamento ci sarebbe stato chi si schierava da una parte e chi dall’altra, per partito preso e non su accertamento dei fatti”.
Parole e musica di Antonio Di Pietro, pochi giorni fa, interpellato sulla commissione d’inchiesta (non istituita) sui fattacci del G8 a Genova. Verrebbe da chiedersi, se questo è il toninopensiero sulle commissioni d’inchiesta, per quale motivo egli stesso il mese scorso ne aveva chiesta una sulla presunta trattativa Stato mafia.
Ora è il turno di Beppe Grillo. Lui la commissione d’inchiesta la vorrebbe sul debito pubblico. La prima cosa che chiederà il Movimento 5 Stelle dopo l’ingresso in Parlamento. Sulle modalità democratiche con cui è stata decisa questa cosa si è già espresso l’ottimo Fabio Chiusi, per cui mi concentro sul merito della proposta.
Una cazzata, posso dirlo?
Primo, perché se una commissione è d’inchiesta non adotta “misure legislative” come chiede Grillo. Tra l’altro, se esse devono essere volte a “evitare che i cittadini siano indebitati senza il loro consenso” mi chiedo cosa ci stia a fare il governo. Lo stesso tizio che vorrebbe far sostenere un esame di diritto pubblico agli eletti dimostra, in più di una circostanza – questa è soltanto l
’ultima –, di non sapere come funzionano gli organismi parlamentari e quale sia la differenza tra l’articolo 72 comma 3 e l’articolo 82 della Costituzione.
Secondo, per le ragioni che ha espresso Di Pietro. Ha ragione, il leader dell’Italia dei Valori. Le commissioni d’inchiesta funzionano esattamente come lui ha denunciato. E un’indagine su episodi di corruzione, malaffare, favoreggiamenti non potrebbe concludersi altro che con un rimpallo di accuse e controaccuse: colpa di Prodi, colpa di Berlusconi, colpa di Visco, colpa di Tremonti, colpa di Craxi, colpa del consociativismo, pci psi dc dc pci psi pli pri dc dc Cazzaniga. A meno che non sia proprio questo l’obiettivo di Grillo: non quello di far luce su una questione grave che ci trasciniamo da un quarto di secolo e che pagheremo ancora per decenni, ma quello di alzare ulteriormente il polverone al solo fine di dimostrare che son tutti stronzi eccetto lui.
Inoltre, c'è bisogno di una commissione d'inchiesta per capire "le cause" del nostro debito pubblico?
RispondiEliminahttp://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/QEF_31.pdf
Posso dirlo? No? Ba be', lo dico lo stesso: balle.
RispondiEliminaMemorabile è stata la commissione di inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti, tutti gli atti sono pubblici, i resoconti direttamente scaricabili da internet: http://www.camera.it/_bicamerali/nochiosco.asp?pagina=/_bicamerali/leg14/rifiuti/home.htm
Una rapida ricerca in rete potrà dare contezza di quali fatti siano emersi in quella commissione, e di quanto, quindi, sia stata utile per la ricerca della verità.
Che poi i fatti lì esposti abbiano avuto poche o nulle conseguenze effettive sulla politica è un discorso che dipende da chi quella politica l'ha fatta, non certo dalla commissione d'inchiesta in sé.
nun te regghe più
RispondiEliminapace all'anima buona di Rino Gaetano